CERTE VOLTE….IL DOLORE

Posted in Uncategorized con i tag , on gennaio 26, 2010 by steppo1977

Tante volte la vita ti mette di fronte a delle scelte così difficili che per affrontarle devi avere una forza che deve essere moltiplicata per l’intera circonferenza della Terra. Molto spesso queste scelte riguardano te stesso, riguardano il tuo stare bene e si scontrano con altri voleri, altre scelte, altri desideri. Molto spesso non si sa come agire, come comportarsi che alla fine si diventa egoisti e si manda a quel paese tutto quello che sta avvenendo intorno a te.

Il più delle volte si ha paura di agire, è come camminare su un filo con quella interminabile sensazione di cadere nel vuoto. Si cammina piano piano, senza respirare, calcolando qualsiasi movimento del corpo e facendosi mille problemi per raggiungere una meta che forse si sarebbe raggiunta nel modo più semplice.

A volte si è codardi….anzi non a volte. Si ha paura di far soffrire, di creare malessere  e donare una parte di te che non esiste. Proprio allora si fa peggio. Perché si trovano scuse, agili movimenti per non affrontare la sofferenza che si può creare. Proprio allora ti accorgi che hai fatto più che male…hai creato del vero dolore gratuito. Lo hai fatto in buona fede, a volte con protezione, cercando di calcolare ogni singolo intendimento, di ammorbidire la delusione di qualcun’ altro, ed è proprio in quel momento che ti accorgi che invece fai molto male. Quando te ne accorgi o te lo fanno notare sei disarmato perché non capisci dove hai sbagliato, dove potevi correggere il tiro e molto spesso ti accorgi che sei anche tu quel codardo. Un codardo buono, il codardo che protegge qualcun’ altro, quello che senza volerlo sbaglia tutti i gesti che si ripercuotono come una valanga su chi li subisce.

A volte chi è abituato a far del male gratuitamente, consapevolmente, esce dalla situazione meglio di chi non lo fa apposta, senza accorgersene o per lo meno cercando di fare meno danni possibili. Chi è abituato ad agire per ferire, sa come muoversi, calcola tutto ed è difficile scoprirlo. Chi è cattivo da sempre non soffre quando qualcuno gli sottolinea il suo bastardo operato. Chi lo fa inconsapevolmente risulta essere il peggiore degli umani….

La vita è strana e mi accorgo che più ti sforzi di essere corretto, più sei indotto all’errore, più cerchi di rispettare anche chi fai soffrire più crei dolore proprio perché non calcoli, non costruisci piani.

Agisci pensando di attutire il colpo e questo può essere ancora peggio.

IL REGNO DELLA BELLEZZA

Posted in Uncategorized con i tag , , , on gennaio 7, 2010 by steppo1977

Ho imparato in questi giorni che molto spesso siamo bravissimi a mentire a noi stessi e ci convinciamo di cose che in quel preciso momento ci fanno comodo.  La paura degli eventi o il pensiero di avere tra le mani qualcosa di bello non ci lasciano liberi di agire e godere del momento. Io in questi giorni ho avuto paura e sono scappato. Ho avuto la sensazione di non poter gestire una cosa che avevo sempre desiderato di avere. Ho avuto il terrore di un bambino di fronte ai mostri cattivi dell’immaginazione durante la notte. Ho avuto paura di avere finalmente qualcosa di troppo bello. Ho avuto paura perché certe volte fai dei pensieri su qualcosa o qualcuno ma pensi nello stesso momento che non può succedere. Le gambe hanno iniziato a tremare nel momento esatto in cui quel qualcosa si è concretizzato ai miei occhi…..di colpo li ho chiusi. Fino a poco tempo prima li tenevo ben aperti, i miei occhi, perché quella bellezza la potevo solo sfiorare ma non toccare. Poi un giorno è successa la cosa più straordinaria e inaspettata che potesse accadermi, e quella bellezza così forte si è fatta toccare più profondamente. Sono scappato! La rabbia, i dubbi, lo scudo che mi ero costruito mattone per mattone con il cemento dell’inarrivabile, la delusione e l’incredulità mi hanno fatto fuggire. Non è stata una fuga tangibile agli occhi miei e degli altri o che ha fatto sparire la mia persona. E’ stata la fuga che mi ha portato nel regno della razionalità e una volta arrivato non ho più vissuto. Mi aggiravo per le strade di questo regno protettivo convincendomi di poter sconfiggere e dimenticare la vera bellezza. Ragionamenti sempre più lineari, sempre più accattivanti alla mia coscienza sono nati nella mia mente che mi davano un sollievo temporaneo. Ho smesso di sorridere e la mia confusione aumentava. Mi aggiravo per il regno della razionalità sempre più convinto che mi avrebbe aiutato e mi sforzavo caparbiamente di starci, lì dentro. Mi sono imposto di dover gestire me stesso con la forza e andare avanti nonostante il mio cuore e i miei occhi dicessero altro. Ho imparato in questi giorni che la razionalità, quando incontri la tua bellezza, è poca cosa. Ho imparato che la forza di uno sguardo che ti ha sempre catturato non lo puoi sconfiggere soltanto con un finto ragionamento dettato dalla paura. Ho imparato che un sorriso che ti ammalia ogni volta che il tuo sguardo lo incrocia è la forza più potente su questo pianeta. Ho imparato che il mio corpo ha bisogno di determinate mani che lo sfiorano e lo accarezzano. Ho imparato che non posso forzare il mio cuore perché batte da solo. E’ da quando sono nato che lo fa. Ho imparato ad abbandonarmi a ciò che è vero e non al falso. Ho capito che la forza della bellezza ogni minuto mi porta da lei con il pensiero ed il corpo. Ho capito che quando sono in presenza della bellezza il mio mondo è pieno di luce e gira lentamente. Ho capito che le mie mani suonano quando toccano la bellezza e la musica è talmente dolce che vorresti stare lì ad ascoltarla per ore. Ho capito che i silenzi che avvolgono l’aria quando sono con lei dicono più di tante parole, anche stupide. Ho capito che sono sempre imbarazzato perché non so esprimermi di fronte a tutto ciò. Ho capito che la paura mi stava impedendo di viverla, la bellezza. Mi impediva di varcare la porta di questo regno dove il principe che regna ha occhi talmente profondi e belli che sconfiggono paura e razionalità.

IL BAZAR

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , on dicembre 23, 2009 by steppo1977

L’ultima volta che ti ho visto è stato quando ho deciso di cambiare la mia vita. Ho dovuto farlo mi dispiace, ma era necessario un brutale distacco da quella realtà che non mi apparteneva più. In questi anni ho pensato spesso a quel momento, al tuo viso sgomento che, senza parole, chiedeva il perché di tutto ciò. Il motivo per il quale era necessario sparire anche dalla vista. Mi sono chiesto se la soluzione è stata quella giusta, se effettivamente il cancellare qualcosa che si è vissuto, alla fine, ti aiuta ad andare avanti. Non mi sono mai fermato un attimo perché l’insistenza dell’immagine nella mia mente del tuo viso in quel giorno di molti anni fa mi blocca. Quando succede chiudo gli occhi, li stringo forte forte quasi a farmi male, scuoto la testa cercando di far andare via il pensiero di te. Le persone rimangono nonostante tutto, nonostante si cerchi di eliminarle, nonostante la voglia di cambiare è forte. Le persone una volta che ti entrano dentro non ti lasciano più. Si inchiodano alla tua persona e al tuo cuore, ricordandoti che esistono comunque e ovunque. Lo stesso è successo con te. Non è servito a niente cambiare città, stare lontano dai luoghi che abbiamo vissuto insieme. Non è servito evitare i tuoi gusti nei negozi o nei cibi. Non è servita la presenza di qualcun altro ad alleviare il ricordo e a sollevarmi nelle mie giornate. Non è servito niente….tu ci sei.

L’altro giorno mi sono trovato in un centro commerciale a guardare distrattamente le vetrine dei vari negozi. Ho pensato che è una tortura passeggiare in questi luoghi perché non si riesce mai a comprare effettivamente quello che ti serve. Le tappe sono sempre le stesse e alla fine esci da lì con un libro o, se proprio hai voglia di spendere, con qualche oggetto elettronico che fondamentalmente non ti serve a niente. Quel Bazar di cose inutili mi ha ricordato che ci piaceva comprarle.  Che ci divertivamo a ridere sulle funzioni di quelle strane cose e sul fatto che l’inutilità a volte fa guadagnare un sacco di soldi. Passavano così le giornate con te….ridendo. Il tuo sorriso era talmente potente che rimanevo disarmato. Avevi un arma così forte che potevi distruggere qualsiasi cosa intorno a te.

Il Bazar è sempre lì. Nello stesso posto di alcuni anni fa. Vende le solite cose inutili e guadagna sempre molto. Mi sono avvicinato, non so neanche io perché, forse ti cercavo nei vari scaffali, nell’odore o semplicemente nell’oggettistica. Cercavo di riviverti e sentire il tuo sorriso su di me. Mi sono avvicinato perché avevo la speranza di trovarti lì, che girandoti verso di me mi avresti mostrato qualcosa della quale poter ridere. Sono stato alcuni minuti davanti l’entrata senza trovarti. Il mio sguardo cercava insistentemente senza rendermene conto. E’ stato un impulso che non ho potuto controllare. La sensazione che ho provato è stata di gioia all’inizio ma di frustrazione poi. Come si fa, mi sono chiesto, a tornare indietro dopo tutto questo tempo. Mi sono sentito uno stupido e sono andato via.

La mia vita è cambiata per mio volere. Ho creato un mondo che mi si avvicina di più. Ho combattuto per averlo questo mondo che mi rendesse felice, ma ho anche pagato un prezzo altissimo per questa scelta. Purtroppo nella vita, ho imparato, bisogna prendere o accettare il pacchetto completo. Il mio cambiamento ha incluso in questo pacchetto anche te. Faccio fatica ancora dopo anni ad accettare ma mi rendo conto che non si torna indietro. Che la vita molto spesso ti regala dei brutti scherzi ai quali devi sottostare.

All’improvviso mi sono sentito chiamare mentre mi avviavo verso l’uscita del centro commerciale. Mi sono girato di scatto sperando di vederti almeno una volta e spiegarti. Il sorriso che si ara acceso sul mio viso si è di colpo spento. Qualcuno chiamava qualcun altro con il mio stesso nome.

IL NATALE E’……

Posted in Uncategorized con i tag on dicembre 22, 2009 by steppo1977

Chi lo dice che il Natale è sempre un periodo di gioia….Chi lo dice che le luci, la neve dove esiste, i colori ed il freddo che in un certo senso scalda ti aprono un sorriso che fa ti fa stare bene….Chi è completamente felice di festeggiare qualcosa che viene con la sua scadenza puntuale quasi a ricordarci che bisogna essere contenti dell’evento. Il Natale mi mette sempre un po’ di nostalgia e malinconia. Sono felice di passare questi giorni ma non so spiegare il sentimento di mancanza che mi pervade ogni volta. Il Natale è felicemente triste, è così la mia definizione. Passa un altro anno e qualsiasi cosa avvenuta passa di diritto nel faldone dei ricordi. Nello stesso tempo il Natale per me è tristemente felice perché ogni anno mi trovo ad elencare buoni propositi e progetti. Questo è un bene ma è anche triste in un certo senso perché c’è ancora qualcosa di incompiuto nella mia vita.

Ogni anno il rito si ripete e ci prepariamo a qualcosa che sappiamo già come si svolgerà. Anche questo è triste ma è anche la metafora della certezza e della sicurezza che cerchiamo nella nostra vita, per questo forse abbiamo voglia di passarlo in famiglia. In fondo cosa c’è di più sicuro di persone che conosci da quando respiri la prima volta aria, forse.

Il Natale è un enorme bolla di pensieri….il mondo si prepara a pensare e a pensare e tutti questi pensieri vengono raccolti in una bolla che poi si sprigiona in aria cullando il nostro mondo e proteggendolo. I pensieri delle persone sono sempre belli a Natale ed è per questo che ci sentiamo in qualche modo leggeri nell’animo e altruisti. Poi tutto cambia una volta passato, come se qualcuno rompesse con un ago finissimo l’intera bolla andando a liberare i pensieri che inevitabilmente si perdono nell’universo lasciandoci nel vuoto.

Il Natale, per me, è la festa degli angeli che tornano da non so dove per controllare il nostro operato. Ogni volta che sono nella sala da pranzo il 24  sera con la mia famiglia mi giro verso la finestra e sono certo che lì c’è qualcuno che ci osserva. Poi mi giro di nuovo e ascolto i discorsi degli altri e di nuovo mi immergo nelle tante parole che vengono dette tutte insieme. Ognuno si affretta a raccontare ogni cosa come se qualcuno fino ad allora avesse impedito il dialogo. Il Natale è il periodo dei ricordi. Si ricordano sempre le stesse cose ogni anno, ed episodi che qualcuno non ricorda proprio più si disegnano ogni volta nell’aria come se si stessero vivendo di nuovo.

Il Natale è la festa dei bambini che oramai sono più grandi di noi….li abbiamo cresciuti bruscamente.

Il Natale è la noia del 25 pomeriggio perché non se ne può più di stare insieme alla famiglia e ascoltare i soliti discorsi, le solite litigate e soprattutto si è delusi dei regali ricevuti. Almeno un regalo non è quello che ci si aspetta…

Il Natale è qualcosa che a volte viene troppo presto perché si vorrebbe un altro po’ di tempo per agire e vivere il vero Natale….quello da sempre desiderato…..ossia quello inesistente.

Il Natale nonostante tutto è aspettato da tutti e ci sentiamo sicuri di poterlo festeggiare, in qualsiasi modo……. basta festeggiarlo.

SONO PAZZO?

Posted in Uncategorized con i tag , , , on dicembre 21, 2009 by steppo1977

Sembra che la normalità non sia più esistente a questo mondo, se mi guardo in giro vedo solo pazzia. Ovviamente pazzia ai miei occhi ma che, probabilmente, è soltanto un modo diverso di vedere le cose. Io credo di essere pazzo agli occhi degli altri e molte volte incomprensibile. Sinceramente non so descrivermi. Ci provo a volte e spesso mi faccio un sacco di risate pensando a me. Penso di essere un diverso, atipico, sclerato ragazzo di provincia. Con passioni, gusti, lati negativi, lati positivi, pensieri e azioni. Un po’ come tutte le persone a questo mondo, non c’è dubbio, ma mi sento a volte proprio buffo. Buffo in quello che faccio, buffo soprattutto per alcune cose e buffo perché a volte mi sento proprio vecchio nei miei pensieri e alle mie credenze.

Chi mi conosce sa benissimo che molto spesso sono un rompi coglioni di quelli assurdi, che non mi arrabbio proprio mai, che sorrido in ogni circostanza e che mi piace stare in compagnia. Chi mi conosce bene sa che ho dei punti fermi che non smuoverò mai, delle convinzioni che sono tutte mie, questo lo ammetto, e sulle quali non si può proprio fare niente. Lo ammetto, sono un tipo anche esuberante, giocoso, insistente su molte cose, fermo, irrazionale a volte, preciso altre. Dolce dicono, ma cazzaro, burbero, solare, indecifrabile a volte, silenzioso, in famiglia coglione nel senso buono del termine. Bravo ragazzo, sensibile, preciso, serio. Io credo di essere solo me stesso. A volte penso non sia conveniente ma proprio non ci riesco. Dovrei nascondere dei difetti che a volte sono anche pesanti, ma perché mi chiedo? Perché non devo manifestare una certa riluttanza su determinati aspetti e far finta che invece con me possono convivere? Qual è il vantaggio di un’azione così meschina e falsa? Io credo che sia una vera e chiara presa per il culo per chi ti sta vicino. In fondo se questo qualcuno sa bene chi ha di fronte sa anche dove può andare con te, cosa può fare e se si può ritenere compatibile con la tua persona.

Sono stato accusato di essere presuntuoso, la cosa mi ha fatto molto sorridere perché credo di non esserlo mai stato. La presunzione credo non mi sia mai appartenuta o meglio, mia madre ha fatto in modo di  non farla appartenere al mio essere a forza di schiaffoni. Il presuntuoso chi è in generale? Un tipo che non si chiede mai quello che sta facendo e che pensa di essere sempre nel giusto. Io credo di non essere così. Mi analizzo talmente tanto che ormai sono andato in saturazione di pensieri sulla mia persona, insomma: c’ho rinunciato. Mi sono solo accettato. Nella vita si può sempre migliorare questo si, ma non si può cambiare tutto di ciò che si è. Sta cosa mi fa sorridere perché molto spesso abbiamo degli slanci di ottimismo e buoni propositi che poi nel nostro cuore sappiamo di non poter rispettare. Ogni tanto mi sdraio sul mio lettone con il mio i-pod e le mie convinzioni e mi accorgo che mi piace stare con me stesso. Io ed il mio io ci facciamo un sacco di risate…sono pazzo? Ma ridiamo di noi stessi di come reagiamo ad alcune cose e persone, di come cerchiamo di non farci destabilizzare da alcuni eventi e di come a volte ci sentiamo coraggiosi di dimostrare alcune sfaccettature della vita. A volte piangiamo anche perché ci accorgiamo anche che il nostro modo di essere ci fa soffrire. Ci rende incapaci, a volte, di comunicare alcuni sentimenti talmente fitti e tortuosi, ingarbugliati e annodati che non esistono parole per spiegarli.

Mi piace dimostrare subito quello che provo. Qualcuno mi ha detto che è sbagliato ma che ci posso fare, trovo un piacere intrinseco a farmi capire subito senza fronzoli e senza strategie. Un piacere che deriva dall’essere chiaro. Come a dire: “Senti io sono così, nel bene e nel male. Non sto nascondendo niente di me. Se vuoi accettami altrimenti è bello lo stesso”.

Qualcuno appena mi ha conosciuto mi ha odiato immediatamente. Non è un caso isolato, è successo più di una volta. Ricordo che una volta in pizzeria qualcuno ha  tentato più volte di uccidermi per la mia esuberante presentazione di me stesso. Oggi io e quel qualcuno siamo inseparabili.

Credo io stia analizzando ancora me stesso mentre scrivo…..quindi anche se non serve a molto è proprio una cosa che devo fare. Vado in crisi molto spesso perché non riesco a capirmi ma fondamentalmente sono tranquillo. Di solito si dice chi mi ama mi segua…..Che gran cazzata!!…….Io nel mio caso direi: chi mi conosce,  mi valuti bene……e poi mi segua se ne ha voglia e la capacità di sopportarmi……

LA CATENA DEGLI EVENTI

Posted in Uncategorized con i tag , , on dicembre 15, 2009 by steppo1977

Ci convinciamo a volte che le cose cambiano e percepiamo un senso di nuovo solo quando effettivamente qualcosa sfugge al nostro tatto. Il problema è capire se poi è una cosa reale. Se quella sensazione di perdita è dovuta a qualcosa di profondo o soltanto da un vortice di milioni di emozioni, tutte diverse tra loro, che formano una nube densa e fitta oscurando la reale percezione delle cose.

Saperla gestire è qualcosa di realmente pesante e richiede una forza non indifferente perché ogni passo, ogni gesto ed ogni parola rischia di creare ancora più nube e ancora più confusione. In questi casi non c’è molto da fare, anche perché si è coscienti di una situazione non umana che ti stanca al pensiero e che la notte non ti fa dormire.

Si arriva ad un punto che la testa fuma, ogni pensiero è inchiodato e non va avanti. Soluzioni non riesci a trovarle ed è una delle poche volte in cui perdi il potere su di te. Perdi la concezione che sei tu e ti chiedi come mai sei entrato in questo oblio. Molto spesso cerchi di essere il più coerente possibile, ma sono solo illusioni. L’essere umano non ha coerenza innata, è solo un bastardo burlone che vuole credersi lineare e corretto. Poi ci si mettono le situazioni, i cambiamenti, i desideri, i desideri soffocati, i nuovi desideri nati, sentimenti messi da parte e sentimenti nuovi luccicanti. Ci si mettono il lavoro, i progetti, le passioni, i libri, i parenti, i colleghi e molto spesso ci si mette pure la voglia di qualcosa sempre nuovo. Ci si mette molto spesso la voglia di ritrovare delle sensazioni che hai perso e non hai più (queste sono quelle che ti fanno sbagliare valutazione con più frequenza).

Nel nostro mondo è difficile aver una linea di condotta precisa e sei sempre soggetto, tu e gli altri, a cambiamenti repentini che a volte ti lasciano sgomenti. In fondo siamo sempre in errore. Anche quando siamo convinti che finalmente non ci sono ombre nei nostri gesti, se scavi e vai a fondo, ti accorgi che invece qualche errore l’hai commesso. Qualche cosa che ha cambiato le sorti delle cose è stato determinante e ti accorgi allora che un errore esiste davvero. Puoi chiederti all’infinito il perché delle cose, il come è potuto accadere, a come è possibile che un evento sia potuto cambiare, ma è inutile stupirsi. Il corso delle cose lo decidiamo solo noi con errori anche nascosti, anche non voluti. Il corso degli eventi cambiano nel momento in cui noi muoviamo una gamba per andare in una direzione invece che in un’altra. Se alziamo un braccio invece di tenerlo giù la storia ha tutta un’altra trama. Se pensiamo una cosa invece che un’altra il film della nostra vita cambia e molto spesso anche se si cerca di cambiare il pensiero, le cose ormai hanno preso un corso diverso. E’ in questo istante che ci rendiamo conto di quanto è difficile valutare le cose, le persone e noi stessi. In questo istante abbiamo realmente la vera natura delle cose e solo in questo momento capiamo gli errori che si sono commessi. Prima non esisteva errore, non esisteva l’aver scelto un corso della vita diversa da un’altra. Prima si era convinti che la scelta fatta era la più giusta per se stessi, egoisticamente o non, non ha importanza. Prima non si percepiva il fatto che la scelta avrebbe poi cambiato le sorti e le scelte di altre persone. Che ogni gesto, ogni pensiero, ogni parola e ogni intendimento nostro influisce anche su cosa gli altri faranno, di come si comporteranno, se soffriranno o non, se saranno liberati o non, se hanno difficoltà per le nostre scelte, se invece sono felici di come stanno andando le cose. Siamo legati tra di noi e non lo percepiamo se non nel momento in cui qualcuno sterza e facendolo sbatte contro catene di eventi che prima di allora non aveva proprio preso in considerazione. Ci accorgiamo di cosa è avvenuto e ci chiediamo, spesso tardi: forse se avessimo…………..!

LA PIOGGIA

Posted in Uncategorized con i tag , , , , on dicembre 4, 2009 by steppo1977

La pioggia da sempre mi da la sensazione di pulito, un fenomeno che ha la capacità di lavare via qualsiasi cosa. Oggi guardo fuori dalla finestra e il frastuono del temporale mi da la percezione che qualcosa di nuovo, pulito e senza macchie sta avvenendo. Ognuno di noi ha bisogno molto spesso di lavare via le proprie giornate. I propri mesi e le proprie emozioni. E’ inevitabile che il bisogno di avere limpidezza ci porta a pensare che qualcosa come la pioggia ci possa aiutare. Molto spesso ci sentiamo talmente sporchi, sofferenti e certe volte delusi che la cosa più semplice da pensare è quella di cancellare. Cancellare il bisogno di qualcuno di cui si è stati particolarmente attratti. Cancellare qualche brutto pensiero, ma anche ricordi belli che improvvisamente senza preavviso diventano brutti. Abbiamo bisogno di un temporale che picchiando sul nostro essere ci fa del male ma che riesce a scrostare tutto quello che  si è attaccato a noi e che vogliamo togliere.

Ho avuto bisogno molto spesso della pioggia nella mia vita, ed è per questo che la guardo ogni volta con ammirazione. La guardo e molto spesso osservo la sua forza dirompente che per molti è fastidiosa, quasi paurosa. Per me è solo forza….La forza della natura che elimina e che pulisce. Non ho paura della pioggia perché molte volte dentro di me è riuscita a salvarmi dal dolore e dalla malinconia. Ogni volta, dopo il suo passaggio, mi sono sentito più leggero e tranquillo. Ho sentito l’odore del suo passaggio quando capitava, un odore di fresco. La freschezza che dentro di me ha sprigionato la sensazione che qualcosa di nuovo sarebbe successo anche intorno a me.

Ora sono davanti la finestra e guardo fisso il getto d’acqua che cade dal cielo. Non è lineare il suo movimento. Piano all’inizio poi sempre più forte e fitta. A guardarla sembra pesante. Come se il suo lavoro si sta scontrando con qualcosa di più forte e testardo di lei e per questo insiste a scendere con sempre più violenza. E’ quello che succede dentro di noi quando vogliamo eliminare qualcosa di pesante. Aumentiamo la forza finché la percezione che abbiamo vinto non ci fa rilassare e ci fa sentire stanchi.

Non ho paura della pioggia e non ho paura di farmi pervadere ogni volta che ne ho bisogno. E’ qui per lavare via da me ogni cosa che oramai ha fatto il suo corso. Mi lascia solo l’importanza del ricordo, ma toglie via ogni effetto su di me. Solo allora mi sento libero. Solo allora capisco che l’uragano è passato dentro di me per alleviare il peso delle esperienze.

IL DESTINO DEL BAMBU’

Posted in Uncategorized on novembre 30, 2009 by steppo1977

Il destino comune di noi esseri viventi del regno vegetale è quello di vivere perennemente in un magazzino di qualche negozio o centro commerciale. A volte capita di essere scelti tra mille altri esemplari. Una sorta di fortuna che credi possa migliorare la tua condizione presente. Tutto questo non è proprio così. Io, bambù, con un nome impronunciabile, alla fine non ho migliorato proprio un bel niente. Anzi la mia condizione presente ha aggiunto in me la malinconia del magazzino provocata dalla solitudine. Lì, durante il giorno, scambiavo quattro chiacchiere con i miei simili; ora sono su un mobile dentro un vaso di quelli alla moda vicino ad un televisore che la sera mi assorda. Sono ormai due anni e nonostante tutto sono cresciuto e sono fiorito.

Gli esseri umani pensano a noi come qualcosa di secondario, una sorta di mondo invisibile. A volte si ricordano di noi e ci danno linfa per vivere. Molto spesso moriamo perché non alimentati e appassiamo pian piano. Solo a quel punto i nostri aguzzini si ricordano che forse dovevano annaffiarci e curarci di più.

Il mio padrone non fa differenza e molto spesso si dimentica della mia esistenza. Ho la fortuna di essere stato posizionato vicino ad un oggetto che viene usato: il televisore. Ma ultimamente anche lui non viene più acceso e quindi la mia fine è praticamente decisa.

Dalla mia posizione riesco a vedere di fronte a me un divano con un quadro sopra, una parte della cucina ed il tavolo dove il mio padrone mangia, da solo o in compagnia, dipende dalle serate. Molto spesso sono da solo e l’ambiente è animato solo la sera. E’ proprio in questo momento che mi diverto di più.

Il mio padrone è alquanto bizzarro. Non so definirlo ma quando è in casa fa delle cose che proprio non riesco a capire. La prima cosa che fa appena entrato è accendere la televisione e mettere un bel cd di musica. A quel punto la casa si trasforma in una piccola discoteca ed ogni movimento è scandito dal suo ritmo. Pulizie, lavoretti, cucinare, ogni piccolo passo è una coreografia. Io soffro perché la musica è talmente alta che proprio non riesco a sopportarla. Gira mezzo nudo in casa, in mutande, quando è solo. Una volta gli ho sentito dire al telefono che si sente libero in quel modo. A volte invita persone e quindi si diletta in cucina. Ormai ho capito la differenza tra cene con amici e cene particolari. In primo luogo le cene con gli amici prevedono da un minimo di 3 persone ad un massimo di 6, la casa è troppo piccola…Nelle cene particolari si è solamente in due. Inoltre con gli amici si fa casino, quelle in due il mio padrone si prepara e si veste anche bene. Poi con gli amici non si entra sul divano, troppo piccolo. Quando si è in due invece è troppo grande perché il mio padrone e l’ospite stanno sempre troppo ma troppo stretti. Inoltre in due si torna alla condizione di libertà: entrambi girano mezzi nudi e scompaiono dalla porta che credo porti nella stanza dove si dorme. In due anni di esistenza in questa casa ne ho viste di cose. Risate, pianti, liti furiose o semplicemente silenzio. Nel frattempo sono cresciuto anche grazie alla poca acqua che mi viene fornita. A volte penso che la mia vita è molto statica e anche noiosa, ma fino ad ora non sono ancora morto. Il mio padrone non mi ha ancora ucciso. Sarà fortuna o grazie alla posizione strategica, ma sono ancora qui. La mia sorte è stata migliore, credo, rispetto ad altri. Noi esseri del mondo vegetale stiamo in silenzio e non ci lamentiamo, ma viviamo anche noi come loro. Se potessi parlare chiederei dell’acqua sicuramente, ma probabilmente spiegherei al mio padrone che il fatto di essere solo delle piante non giustifica il fatto che le persone si dimenticano di noi……e chiederei di non stare più vivino al televisore.

MI VA DI SORRIDERE

Posted in Uncategorized con i tag , , on novembre 27, 2009 by steppo1977

Personalmente non mi interessa niente delle convenienze. Non mi interessa se guadagnare qualcosa sia il motore per instaurare dei rapporti con delle persone. Fondamentalmente non mi interessa niente sapere se questa o quella persona può essere utile a qualcosa. In tutti gli aspetti della vita ho agito in questo modo e fino ad ora non mi ha mai tradito. Forse ci sono stati dei momenti in cui ho valutato in modo sbagliato qualcuno che poi mi ha fatto ricredere dei suoi intendimenti, ma fondamentalmente sono molto contento del mio operato. Non ho niente da recriminarmi. Solo in alcuni casi ho dovuto chiedere scusa per una mia pazzia momentanea che mi ha fatto apparire agli occhi di alcune persone sbagliato. Non c’è ragione che possa giustificare questo mio comportamento, ma so che è stato per un motivo preciso che non ho bisogno di spiegare: chi ha subito lo sa di suo.

Ho cercato sempre di essere me stesso, ovviamente nel miglior modo possibile. Non è certo facile in questo mondo esprimere sempre e ovunque quello che si è veramente e cosa si desidera, ma ci si prova. A volte si riesce a vincere la resistenza del pregiudizio, altre volte lo stesso pregiudizio si rafforza e diventa odio o persino, che è ancora peggio, considerazione sbagliata della persona.

Non mi sono mai preoccupato di questo perché le verità vengono sempre fuori e poi c’è sempre modo e tempo di recuperare le considerazioni e la stima delle persone. Quando succede mi faccio un bel sorriso e vado avanti. Certe volte è stato un sorriso amaro perché ho dovuto accettare cose e fatti che forse da alcune persone non mi aspettavo. Altre volte invece è stato un sorriso tranquillo e sbeffeggiante visto che sapevo con sicurezza che le cose sarebbero cambiate, e io avrei potuto in futuro essere capito. Altre volte ancora sono stati pianti perché, certe volte, farsi capire non è semplice e diventa frustrante. Ti chiedi il perché non si possa essere proprio come qualcuno ha voluto tu fossi. Sono pochi questi momenti, giusto quelli più duri e che forse non ti aspetti. Ma sono anche i momenti dove diventi più ostinato e ti incaponisci. Vai avanti e, dopo aver asciugato le lacrime, ti alzi e cammini dritto verso la tua meta. Io ne ho avuti pochi di questi momenti ma ci sono stati. Mi hanno insegnato molto e mi sono accorto che l’unica cosa che hanno provocato in me è quella di farmi una grossa risata ogni volta che la mia persona veniva giudicata. Amara, dolce, sensibile, odiosa, urlante, sottomessa, in silenzio e acuta, ma sempre una risata. Ormai sono consapevole che sul mio viso non potrà mai mancare una cosa: il sorriso. Non ci sono armi più potenti di un viso sorridente che ti fa affrontare le tue giornate con uno spirito diverso.

Non credo esista al mondo qualcuno che mi abbia visto piangere, se non di gioia. Tutti mi hanno visto sorridere e sarà sempre così! Mi va di illuminare le mie di giornate e anche quelle degli altri. Mi va di sorridere all’invidia, all’odio se c’è. Alla rabbia e alla stupidità. Al pregiudizio e alla paraculaggine. Mi va di sorridere per il mio amore e per l’amicizia. Mi va di sorridere sempre ai colleghi nonostante tutto, e mi va di sorridere ai passanti che nemmeno conosco. Mi va di sorridere perché il cuore pulsa più forte e mi fa sentire più forte. Mi va di sorridere ogni mattina dei giorni che mi regalano perché significa che un’altra sfida sta per cominciare. E mi va di sorridere a me davanti allo specchio, sentendomi anche stupido……

ORA SO CHE CI SEI

Posted in Uncategorized con i tag , , on novembre 26, 2009 by steppo1977

Se penso alle coincidenze allora non riesco proprio a fermarmi con la mia mente. Nella mia vita ce ne sono state tante e soprattutto sempre inaspettate. Se vogliamo chiamarle sorprese per me è uguale. Ma io non riesco a definirle in nessun modo, o almeno a definirle come tutti fanno. Di certo so che rimango sempre stupito e a volte senza fiato. Il fatto è che ormai mi sono accorto che queste coincidenze – se proprio dobbiamo dare una definizione – fanno parte della mia vita e se scorro i miei trentadue anni, mi accorgo che sono molto spesso presenti nel mio percorso. All’inizio ho solo creduto che la mia mente viaggiava e cercava di dare spiegazioni razionali a quello che succedeva. Ero anche più giovane e molto spesso si hanno altri futili pensieri che ci girano in testa. Non c’è tempo per fermarsi e razionalizzare anche l’inspiegabile. E molto spesso quando uno è più giovane non perde tempo per darsi delle spiegazioni. “E’ successo, va bene!”, ci diciamo.

Ora non è più così! Ho preso coscienza che qualcosa di strano succede a volte nella mia vita. Di protettivo, puntuale e soprattutto in alcuni momenti particolari. Un appuntamento fisso con qualcosa che mi fa scudo e mi difende. Che mi tiene la mano e che mi accompagna. Che certamente mi ha aiutato molto spesso. Io non so spiegare la sensazione che provo e che percepisco. So solo che io sento questa coincidenza molto vicina e a volte si sostituisce al razionale e agli eventi che molto spesso sono già delineati. Coincidenza che riesce anche a sovvertire qualcosa di dato per scontato. A sovvertire gli eventi che vanno contro i miei desideri e i miei progetti. In passato come nel presente mi sono sentito aiutato in alcuni momenti anche difficili. Ma mi sono sentito anche supportato nelle mie decisioni perché ero spinto ad agire con fiducia, come se sapessi che quello che stavo facendo era la cosa giusta. Avevo la certezza che stavo facendo la cosa giusta. Avevo la soluzione senza pensarci un secondo. Non credo che le coincidenze siano tutte uguali. Ci sono coincidenze e coincidenze. La mia è solo una definizione per essere capito ma non è una coincidenza secondo me. Le coincidenze, quelle che conosciamo tutti, sono saltuarie e non regolari. La mia coincidenza è presente ogni volta che ho delle difficoltà. Piccole, grosse, insormontabili o praticamente inviolabili. E’ lì presente e io ne sento la presenza. La sento negli eventi che mi circondano e di come cambiano inaspettatamente. La sento nel mio essere perchè mi da forza. La sento proprio perché è inspiegabile alle orecchie delle persone e molto spesso anche alle mie. La sento perché mi stupisce e mi lascia interdetto per giorni anche quando l’urgenza è passata.

Nei giorni scorsi ho capito che c’era e ha creato una sequenza di eventi che quando ci ripenso non riesco proprio a realizzare a come possano essere successe. So solo che questa coincidenza ha sovvertito qualcosa di irrealizzabile e mi ha fatto sentire la sua presenza in modo fermo e soprattutto talmente forte che oramai non ho più dubbi della sua esistenza. Ripeto che la chiamo “coincidenza” solo perché non esiste parola più razionale possibile e mi serve proprio per definirla. E’ come dargli un nome.