
Pensare di essere giusti senza avere certezza alcuna. Bravo ragazzo dal comportamento non discutibile. Allegro, simpatico e corretto all’apparenza. Pronto a giudicare ogni cosa. Sentenze per ognuno e per ogni cosa. Innalzato a giudice supremo sulla vita propria e altrui. Elargisce consigli per sottolineare la magnificenza della propria vita. Ecco in sintesi il percorso di un ragazzo di 31 anni. Quel ragazzo sono io. Io che parlo di me in questo momento e che mentre lo fa non riesce a non provare disgusto e vergogna.
Fino a pochi giorni fa ero convinto di vivere dignitosamente. Pensavo a me stesso come ad una persona corretta e giusta. Per questo motivo trovavo negli altri sempre qualcosa che non andasse. Erano poche le persone che potevo stimare. Qualsiasi persona che non andasse bene per il mio egoistico percorso era automaticamente tirata fuori dalla mia vita. Non stavo neanche a perdere tempo ad ascoltare quello che aveva da dire. Il suo percorso di vita non andava bene per me e quindi era fuori.
Fino a quando non ho visto negli occhi della persona che ho ferito tutta la sofferenza che ho provato anche io. Quegli occhi che esprimevano rabbia e dolore. Delusione e disgusto. Le sue parole mi hanno ferito, umiliato e fatto vergognare. Hanno rotto lo spesso vetro della palla che mi sono costruito intorno a me e mi ha rivelato chi sono veramente. La cattiveria che mi contraddistingue finalmente è uscita allo scoperto e mi accorgo che anche io non sono diverso da tanti altri. Non sono diverso di chi ho giudicato e disprezzato. Non sono diverso da chi mi ha fatto soffrire e che ha creato questo marcio dentro me. Non sono diverso dalla misera natura umana che ho sempre disprezzato. Sono solo diverso perchè fingevo di essere diverso. Sono diverso perchè il mio personaggio mi ha fatto scudo fino ad ora. Sono diverso perchè il mio comportamento rispetto a tanti altri è stato più cattivo.
In un attimo ho perso la stima e la fiducia di una persona importante. In un attimo è crollato il castello di carta che avevo costruito. Un soffio l’ha distrutto perchè era fondato su falsità.
Le parole così forti che mi hanno investito quella sera sono state una bomba nel mio stomaco. Non poteva essere altrimenti. E’ stato come assistere alle mille sceneggiate che ho inscenato. Ho rivisto me stesso con gli abiti di un giudice pronto a sentenziare. Stavolta il giudice che è in me ha sentenziato su me stesso. Ha sentenziato una condanna durissima da digerire ma che è giusta così come è arrivata.
Mi sono visto finalmente come sono. Un ragazzo che per non soffrire ha dubitato anche di chi gli era accanto. Le esperienze passate hanno fatto svanire la fiducia nelle persone. Questa sfiducia l’ho fatta pagare a chi mi era accanto. Ma l’aggravante è che c’è stata falsità, ed essere scoperto come un topo di fogna ha rivelato il mio lato oscuro che per tanto tempo covava in me.
Oggi sono qui a scrivere di me e del mio essere uomo. Della mia piccola parte buona e della mia grande parte cattiva. Della sofferenza che ho provocato ma anche della speranza di cambiare. Del buio che ho dentro ma dello spiraglio che cerco di raggiungere. Solo uno spiraglio da raggiungere ma per me importante. Della sfiducia che mi perseguita da qualche anno ma della fiducia nel prossimo che voglio riconquistare. Di quel bene che ho sempre creduto di fare ma che ora mi sembra niente. Del bene che farò e spero che sarà più di niente.


