
Maria prende sempre il solito autobus la mattina. Ha cambiato le sue abitudini alcuni mesi fa, da quando il suo sguardo ha incontrato quello del suo principe che l’accompagna ogni giorno a lavoro. Si sente una principessa su una carrozza e questo la fa sorridere. Non avrebbe mai pensato che un luogo come l’autobus potesse regalarle delle emozioni simili. Emozioni che non aveva mai provato fino ad allora. Aveva immaginato un incontro diverso, in un luogo diverso e soprattutto un incontro fatto di parole. Il suo incontro era fatto di sguardi. I suoi occhi incontravano gli occhi del principe dallo specchietto reretrovisore che si è trasformato in uno specchio trasparente al suo cuore. Si sedeva sempre sullo stesso sedile e ogni giorno si trasformava in un trono. Si sentiva bene Maria, e avrebbe voluto continuare la sua corsa fino al capolinea. Scendere alla sua fermata era come morire e tornare alla dura realtà. Dura e soprattutto sempre uguale. La realtà l’aveva ferita molte volte e il suo cuore non era più in grado di amare e di pulsare la felicità. Quegli occhi che la fissavano ogni mattina la facevano sentire bella. Mai nessuno fino ad allora aveva suscitato quel sentimento in lei. Gli altri passeggeri per lei erano i suoi sudditi. Quegli occhi fissavano lei, nessun altro. Era lei la regina del 92 barrato. Era lei che monopolizzava l’attenzione del principe guidatore e le veniva da sorridere pensando che uno strumento utile alla guida venisse utilizzato pericolosamente per ammirare lei. Aveva imparato a non fuggire a quegli sguardi. All’inizio si imbarazzava e girava la testa per guardare il traffico dal finestrino, poi piano piano ha preso coraggio e adesso fissava incessantemente il suo principe. Non provava più vergogna ma spregiudicatezza. E sperava che prima o poi questo atteggiamento avrebbe dato il coraggio al suo principe di affrontarla. Era una donna all’antica e non avrebbe mai fatto il primo passo. Si accorgeva che ogni giorno si sistemava sempre meglio ed era impeccabile nella sua ritrovata eleganza. Aveva deciso di farsi vedere sempre più bella e questo la faceva sentire importante.
Un giorno Maria si siede al suo solito posto. Sempre più elegante e con il suo principe sempre alla guida di quella carrozza bellissima. Maria non si accorge che fuori c’è traffico. Da quando guarda quello specchietto, la città si trasforma ogni giorno in prati sconfinati. La carrozza è ferma da circa cinque minuti, bloccata e senza possibilità di muoversi. A lei non importa, anzi può continuare ad osservare il suo amore. Poi d’improvviso quello che mai si sarebbe aspettata. Il principe lascia il suo posto andando contro tutte le leggi del suo lavoro. Si dirige verso il fondo dell’autobus, si dirige verso di lei. Maria non sa che fare. Tutta la sua spregiudicatezza svanisce e la paura misto a timidezza si impossessa di lei. Ci siamo sta per parlarmi, pensa. Non riesce più a guardarlo ma è riuscita a vedere il suo sorriso. La principessa incontrerà il suo principe e vivranno felici e contenti. Ormai è vicino e Maria decide di guardarlo. E’ vicino e tra pochissimo si fermerà. E’ curiosa Maria di sentire la sua voce e di sentire cosa le dirà. Cerca di sorridere per nascondere il suo nervosismo. Il suo sorriso non si formerà mai sul suo viso. Il principe la oltrepassa senza neanche guardarla. Maria sente la sua voce come aveva desiderato, ma le parole che escono la feriscono invece di farla sorridere. “Ciao sono mesi che ci osserviamo e ho approfittato di questo blocco per venire a presentarmi. Sono Marco e siccome conosci così bene i miei occhi, volevo farti conoscere il resto di me”. Quelle parole erano per la vera principessa dell’autobus che sedeva ogni giorno sul trono dietro di lei. Maria aveva sognato come non aveva mai fatto e di colpo la realtà era entrata anche in quella carrozza. Si sentiva come il cocchiere, senza importanza. Il traffico comparse di nuovo e i prati svanirono. La sua eleganza non aveva più importanza ormai. Si sentiva una stupida e soprattutto ingannata. Voleva scendere ma non c’era modo. Era bloccata e doveva anche subire il corteggiamento dietro di lei. La sua vita non sarebbe cambiata e il suo cuore sarebbe stato ancora di pietra e senza amore.




