
La solita sveglia che mi avverte dell’inizio della giornata. Odiosa per il suo suonare. C’è qualcosa di diverso nelle mie solite abitudini mattutine. Qualcosa di diverso che scombina tutti i miei gesti. Un tassello del mio comportamento sta mancando. Nonostante sia solo un piccolissimo tassello sento, ora che manca, che è importante per chiudere quell’insieme di gesti.
Sul mio tavolo c’è solo una tazzina da caffè che aspetta di essere riempita. Manca la sua gemella che ogni mattina le faceva compagnia. Erano lì, solitamente una vicino all’altra nel pensile sopra il lavandino. Con un semplice gesto le prendevo e le portavo sul tavolo. Erano sempre insieme. La mattina per la colazione, nel lavandino dopo la colazione e nel pensile la sera dopo averle lavate. Non si separavano mai. Dove c’era una c’era anche l’altra. Un simbolo della nostra storia. La storia di due persone indivisibili e forti davanti ai problemi della vita. Le due tazzine, come noi due, inseparabili. Due entità distinte ma unite da un sentimento profondo. Ci davamo il buongiorno tutti e quattro. Felici di incontrarci per festeggiare il nuovo giorno che dovevamo affrontare. Io e te felici di utilizzarle insieme. Era bello aspettare il caffè che saliva e che spargeva il suo aroma per tutta la casa. Era bello versarlo nelle tazzine per tutti e due. Era bello fare colazione con te. Condividere quel silenzio mattutino rotto solo da qualche parola qua e là, giusto per dimostrare che si era svegli. Era bello dopo aver fatto colazione prendere le due tazzine e metterle nel lavandino per poi lavarle la sera con i piatti della cena.
Adesso è tutto cambiato. La mia tazzina è rimasta sola. La sua gemella è nel pensile. Da un po’ non viene più utilizzata. Il loro destino è stato spezzato. Non sono mai insieme se non la sera nel pensile. Una continua il movimento, sempre lo stesso. Pensile, tavolo, lavandino, pensile. L’altra non fa nessun movimento. Pensile, pensile, pensile e ancora pensile. La mattina è più triste fare colazione. Il caffè sale ma nessuno l’aspetta con gioia. Sprigiona il suo aroma ma nessuno lo odora. La tazzina si riempie di caffè ma non ci sono parole durante la colazione. La colazione è silenziosa perché non c’è niente da dire. Perché non ci sei più tu.
Porto la tazzina verso la bocca per bere quel poco di caffè che è posato sul suo fondo. Poi la guardo e penso a questa tristezza comune. Tu per aver perso la tua gemella ed io per aver perso la mia anima gemella. Sorrido! Un sorriso amaro e triste. Ma un sorriso deciso e speranzoso. Un sorriso dedicato anche a te piccola tazzina perché presto il tuo percorso tornerà ad essere accompagnato dalla tua dolce e cara tazzina gemella.
