Solo ora capisco il terrore negli occhi della ragazza nella doccia, nel vedere l’ombra del suo assassino attraverso la tenda nel film di Hitchcock. Non avrei mai pensato di provare la sensazione di rabbia e di paura di quando ti violano la tua proprietà. Ti senti quasi offeso per quello che ti capita.
04.30 della mattina, come ogni essere umano sulla terra, a meno che non si soffre di insonnia, ero nel mio letto a gustare il mio sonno e a gustare il mio sogno.
Qualcosa mi sveglia, un suono strano e soffice a cui non do molta importanza. Ho pensato ai gatti che percorrono il mio giardino migliaia di volte al giorno. Ho pensato al vento e ho pensato alla pioggia. Non ho dato molta importanza perché in una zona periferica i suoni e i rumori sono amplificati al 100%. Ero nel mio letto e ho pensato che prima poi, qualunque cosa fosse, avrebbe smesso.
Non è stato così. I rumori continuavano e alla fine, incuriosito e incapace di capire cosa fosse mi sono alzato per andare a vedere, attraverso le persiane, cosa provocasse quel rumore di qualcosa che grattava.
Mi sono alzato, ho messo le pantofole e mi sono diretto fuori dalla camera da letto. Mi sono fermato nel piccolo ingresso della mia casa. Una soffice luce alquanto strana arrivava dal bagno. Mi giro verso la finestra del bagno e lo stupore e l’incredulità mi ha pervaso.
La sagoma di un uomo con cappello era dall’altra parte della finestra intento a trapanarla per entrare. Una piccola torcia nella mano destra ed il piccolo trapano nella mano sinistra facevano dell’uomo oscuro una figura terribile intento nel suo lavoro.
Non so che sensazione ho provato. Una strana rabbia è salita in me e subito dopo aver realizzato quello che stava succedendo, mi sono scaraventato sulla finestra dando un cazzotto al vetro. L’uomo a quel punto è saltato indietro e raccolto i suoi attrezzi di lavoro, è scappato via da dove era arrivato. Un buco nella rete del mio giardino dimostra il percorso che ha fatto per arrivare.
Poi sono corso in cucina, ho preso un coltello IKEA che non taglia neanche la carta, e sono uscito fuori per cercare di capire cosa l’uomo avesse danneggiato. Due buchi sulla mia finestra del bagno dimostrano la sua opera.
Mai avrei creduto di provare una cosa del genere. Mai avrei creduto che qualcuno potesse violare il mio appartamento. Anche ingenuamente. In questi casi non so cosa passa per la testa. So solo che si sta male per almeno un giorno. Ti senti spiato, ti senti non libero, diventi inspiegabilmente razzista e intollerante verso le persone. Cerchi di trovare una ragione plausibile, ma sai solo che un bastardo qualsiasi ha provato a rubare quello che è tuo.
Di questa esperienza mi rimarrà solo il ricordo di una sagoma oscura e cattiva che cercava di entrarmi in casa. Non avendo un volto è ancora più oscura. Ti chiedi chi può essere, se lo hai mai visto in giro, se per caso ti conosce. Mi ricorderò della freddezza del mio cazzotto e del dolore provato dopo quando tutto è finito. Mi ricorderò del coltello IKEA che ho preso e non so neanche io per quale motivo. Mi ricorderò delle spese che dovrò fare per proteggermi meglio.




