Archivio per Dicembre, 2008

VEDREMO…….

Posted in Uncategorized con i tag , , on Dicembre 31, 2008 by steppo1977

A volte ho la sensazione di fare tutto nel modo migliore. Un binario ben delineato dove è impossibile deragliare. Questo binario mi da sicurezza e fiducia; mi da la percezione di stare dalla parte giusta di un confine immaginario.

Spesso mi costruisco castelli solidi  all’apparenza; mi arrocco dentro le loro mura e mi sento meglio. Il benessere che si prova è comunque apparente.

Credo di aver solo respirato in 31 anni di vita. Vissuto, conquistato dei traguardi, amato, odiato, pianto, sorriso, litigato e giudicato. Penso di aver fatto delle belle cose ma anche brutte. Penso di essere tutto sommato una persona buona, ma non l’ho fatto vedere a pieno.

Penso di aver vissuto male e non mi sono voluto bene. Lo credevo ma non era reale.

Poi arriva una persona e con tutto il suo rancore mi grida cosa vede di me; arriva il crollo.

Le nubi che offuscano la mia vista si dissolvono ed è tutto più chiaro.

Mi rendo conto che sono debole ed insicuro, che questo provoca dolore agli altri ma di più a me.

Mi rendo conto che soffro della mia vita e arranco nelle mie giornate. A volte, nonostante le conquiste importanti, non mi sento felice. Spesso ho sempre un peso allo stomaco che non riesco ad eliminare. Tante volte sorrido ma non lo faccio a pieno gusto.

Vedremo……. Il mio motto per il nuovo anno è questo. Non credo ci possa essere augurio migliore per me. Posso anche immaginare progetti bellissimi che ti danno soddisfazione, ma forse è meglio accontentarsi di piccole cose ma si ama veramente.

Vedremo… è quello che voglio dire a te che mi hai brutalmente illuminato. Solo per questo ti ringrazio. Ti dedico le parole di una canzone di Tiziano Ferro che mi toglie quel peso allo stomaco quando l’ascolto e che forse spiega meglio cosa vorrei dirti.

Buon Anno……. Vedremo

Parlano…Parlano…Parlano
E dicono che sanno però mentono
Mentono…

Fu l’errore iniziale
Quello di volere tutto…tutto
Somiglio al mondo in tanti aspetti
E nei difetti più evidenti
Ho sbagliato troppe cose
Strade, sono entrato in poche chiese
E domani partirò
Anche se non vuoi

Ma la tua vita non passerà
Non passerà non passerà
E la tua vita io non la rassegno ad ogni fallimento
Ma la tua vita la affido al vento Che cambia i termini e li deraglia
Prende la gente e l’abbaglia
Perchè spesso il mondo sbaglia

Parlano…Parlano…Parlano
E dicono che sanno però mentono
Mentono…

Partirò…ritorno quando ho voglia
Perchè lo sai
Chi non ha una vita sogna
E a forza di sognare ho confuso giorno e notte
E non riesco a dormire
E’ fatta di divieti ed ogni nostra cosa
La vita è sempre bella perchè
La vita non riposa

Ma la tua vita non passerà
Non passerà non passerà
E la tua vita sarà più forte
Di ciò che a volte
Ti hanno detto
E pure quando ti gridano
“corri bastardo corri,che non c’è tempo”
la tua vita rimane qui dentro
te la difendo
io la difendo

La tua vita non passerà
la tua vita non passerà

la tua vita non passerà
Non passerà non passerà
E la tua vita io non la rassegno ad ogni fallimento
Ma la tua vita la affido al vento Che cambia i termini e li deraglia
Prende la gente e l’abbaglia
Perchè spesso il mondo sbaglia

non passerà non passerà
la tua vita non passerà
non passerà non passerà…

L’IDEA GENIALE ED ORIGINALE

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , , on Dicembre 25, 2008 by steppo1977

bimbo-che-piange-babbo-natale

Prendete due famiglie che hanno il desiderio di volere per i loro bambini il meglio che si possa avere in questo mondo. Prendete le stesse due famiglie che hanno la stessa identica idea per la stessa sera, alla stessa ora. Considerate che l’idea non è poi così originale e forse è anche per quello che è la stessa. Pensate di trovarvi nel palazzo dove questa idea prenderà forma e immaginate che è mezzanotte. Considerate poi che la mezzanotte appena scoccata è quella che vi traghetta dal 24 dicembre al 25 dicembre. Natale!!!

Immaginate un suono di campanelle che si avvicina sempre più verso il piano in cui vi trovate. Il suono sempre più forte che  incute anche un pochino di terrore. Il momento è di quelli più eccitanti della serata. Vi guardate con gli altri intorno al tavolo con aria di stupore; quello stupore che poi non lo è così tanto perché sapete benissimo quello che sta succedendo. Capite che sta arrivando il momento dei regali e di quel bel nonno che è Babbo Natale. Sapete benissimo che non si fermerà alla vostra porta perché capite bene che intorno al tavolo, pieno di cibo, siete tutti ultra vecchi. Il suono si avvicina e adesso potete anche sentire la voce dell’uomo barbuto. Vi alzate tutti e correte verso la porta. Intanto sul pianerottolo si ammassa gente che fa parte degli altri appartamenti. C’è chi urla “Babbo Natale”, chi spinge i propri figli impauriti davanti alla folla per far vedere il gradito ospite. E c’è chi fotografa come ogni anno la stessa identica foto da alcuni anni a questa parte. Anche voi partecipate all’eccitazione collettiva anche se da un’ora avete già scartato i vostri regali. Pensate che è sempre carino vedere questi bambini che credono al Nonno del Nord.

Vi accorgete che i genitori fanno di tutto per far credere ai bambini l’esistenza di Papà Natale e questo vi fa sorridere.

Eccolo che arriva, dopo due rampe di scale è arrivato al vostro piano. Tutti che salutano e anche voi lo fate per cortesia con quel sorriso forzato ma anche saggio di chi sa che deve tenere un segreto. Non vorreste mai far capire a queste piccole creature che chi ha sudato due rampe di scale in un vestito di lana che ti fa prudere la pelle è solo lo zio comico. I bambini sono increduli e timorosi, forse contenti ma forse hanno anche paura. Il loro unico obiettivo è allungare la mano verso il regalo e poi fuggire per godere del pensiero.

Però vi accorgete presto che il Babbo Natale appartiene all’interno 12, ma fuori dal pianerottolo c’è anche l’11 con altri bambini. Quindi ora che succede? Lo zio comico si adopera anche per il vicino. Voi, ovviamente come  degni figli di Maria, rimanete in silenzio a godere della gioia.

Ed ecco che l’arcano viene svelato. Un Babbo Natale più moderno e più furbo del precedente, senza campanelle ma con un riproduttore elettronico di suoni arriva sul pianerottolo con l’ascensore e il panico  arriva al secondo piano dello stabile forte ed inaspettato proprio come Babbo Natale.

Non uno ma due Babbo Natale tutti per noi. Lo stupore è enorme e l’imbarazzo degli interni coinvolti sottile e pesante allo stesso tempo. Voi continuate a ridere perché non sapete che dire e fare. Il vostro cuore però è gioioso e si sta divertendo un mondo. I genitori delle creature provano a dire qualcosa: “Guardate anche l’aiutante robotizzato”, e risate imbarazzate.

La magia svanisce e i bambini scoprono tutto. Prendono i loro regali senza più paura creata da quell’alone di fantasia e capiscono che all’appello mancano proprio gli zii comici che assomigliano, guarda un po’, proprio a Babbo Natale. Un buon Natale generale e tutti nei propri appartamenti. Voi vi risiedete con gli altri e commentate la bella idea così originale degli interni 11 e 12. Sicuramente l’anno prossimo non ci sarà lo stress di vestirsi da Babbo Natale per quei due furbi zii. Il Natale è anche questo!!

 

CARO 2008

Posted in Uncategorized con i tag , , , , , , , , , , , , , , on Dicembre 22, 2008 by steppo1977

Caro 2008,

ti sto per salutare. Non è una novità, ogni tuo predecessore è stato salutato nella stessa identica maniera e con lo stesso calore. Inoltre, immagino, non sarò l’unico a farlo.

Sei stato uno degli anni più lunghi mai passati. Sei stato bello e brutto. Sei stato caldo e freddo. Sei stato un anno birichino!!!!!

Ho solo subito e goduto degli eventi che mi hai regalato. Non ti scorderò facilmente. Sono sicuro che sei nella top ten degli anni da ricordare.

Non potrò scordare l’amicizia di molte persone che hanno dimostrato ancora di volermi bene.

Non scorderò il mio impegno nello studio che mi ha portato ad una quasi laurea. Non scorderò il mio inizio da pseudogiornalista che mi da molte soddisfazioni.

Come non ricordare Giugno con l’inizio di questa avventura del blog. Una piacevole sorpresa scoprire di aver superato le tredicimila presenze in così poco tempo. Grazie!!!

Non potrò sicuramente dimenticare la Puglia ed il “Coglione” che sono stato. E di conseguenza non potrò dimenticare Novembre che ha accompagnato la fine della mia storia, sempre per quell’errore. Ma non potrò dimenticare la vigliaccheria di chi ha sfruttato il mio errore per potersi liberare di me.

Non dimenticherò mia Zia Giuseppina.

Come non citare la moda di Facebook che mi ha contagiato e che mi ha fatto ritrovare vecchi amici. Come sempre i “Microclimi” che ogni anno da almeno sei mi danno una gioia immensa. Gli incontri e la serata al “Cacio e Pepe”.

Non dimenticherò tanto facilmente lo “spritz” con Pietro e Manu che nonostante la nebbia mi hanno portato in giro per Padova.

Non dimenticherò la nascita di una nuova e bella amicizia del Nord che ha invaso di blu la notte scura e piovosa.

Non dimenticherò Dublino. BELLA! BELLA! BELLA! E non dimenticherò la Regina alla Stadio Olimpico e le persone che mi sono state accanto durante tutto il concerto. Nonostante tutto una di esse volevo fortemente che fosse lì con me.

Non dimentico il mutuo, ma ho l’impressione che non lo dimenticherò nemmeno in futuro.

Proverò a cancellare il ladro che ha tentato di entrare in casa, ma non potrò dimenticare e non potrò fare a meno di sorridere per la scena comica di me in pigiama ed un coltello Ikea tra le mani.

Tutto sommato, Caro 2008, non mi posso lamentare, ma per favore puoi dire al tuo amico 2009 di essere migliore con me??

Tanti auguri di un fantastico Natale e Anno nuovo a tutti, belli e brutti!! Buoni e cattive ed Enrichi e non!!

IL NERO CHE COPRE LA BELLEZZA

Posted in Uncategorized con i tag , , on Dicembre 7, 2008 by steppo1977

La mia infanzia è stata contraddistinta dal colore nero. Dai due anni in poi ho sempre visto mia madre vestire di nero. Sempre una sorta di malinconia finissima ha invaso casa. Le circostanze della vita ha contribuito a questo sentimento e a questa atmosfera.

Il nero è stata la forma di rispetto che mia madre ha adottato per la morte di mio padre. Nonostante vivessimo lontano dal paese nativo dei miei, mia madre si è sentita di rispettare le tradizioni del luogo. Quindi per un certo periodo della mia vita, ho soltanto visto addosso a mia madre il colore nero. Dalla testa ai piedi, questo colore copriva mia madre rendendola ai miei occhi una persona amata ma comunque, per un certo verso, cupa.

Mi ricordo che quando mi accompagnava a scuola notavo questa differenza con le altre mamme, tutte colorate. Erano di una luce diversa. Il nero le sfiorava solo. Il nero per la mia famiglia è stata una costante pesante. Non è che abbia vissuto male perché in fondo ero abituato a vedere mia madre così. Non ho visto in lei altri colori e altre stravaganze. Per me, mia madre, nonostante il suo grande amore, era il nero.

Poi un giorno è cambiato tutto. Una mattina di molti anni dopo, la luce è entrata dentro casa. Mi sono accorto subito della differenza. Prima mi svegliavo e non vedevo sfumature. Dalla prima colazione alla cena il colore proveniva dall’esterno, intorno, nel mondo, ma non da mia madre. Poi il colore è apparso su mia madre e da lei  ha sprigionato una luce fortissima. Talmente forte che non sono riuscito a dire niente. Ho solo visto qualcosa di diverso. La bellezza di quella donna, che fin da piccolo avevo visto nascosta dal buio, era uscita con tutta la sua prepotenza. Mi ricordo che non dissi niente ma è stata l’esperienza che mi ha dato più sollievo. Fino ad allora sembrava come se vivessimo con una specie di alone che ci accompagnava. Qualcosa di soffocante che non ci faceva respirare. Da quel momento in poi mia madre era diventata come le altre donne. Colorata e sorridente. Prima sorrideva ma il nero era più forte. Adesso sorrideva ed era più forte di prima.

Mi ero quasi dimenticato di mia madre in lutto. Quell’alone adesso si è riproposto. Certo non forte come prima, ma la forma di rispetto di un tempo sopravvive ancora nel paese di mia madre. Il nero in questi giorni è prepotente per la morte di mia zia, sua sorella. Sembra che il tempo qui non sia mai andato avanti. Tradizioni antiche e vecchie sono qui attuali. Tutti in nero per un periodo di tempo indefinito per rispettare il defunto. Mia madre è entrata in camera per dirmi che sarebbe andata da mia cugina. Non credevo ai miei occhi e di colpo mi sono ritrovato nel lontano 1979. Il nero è apparso prepotente come prima e mi sono reso conto che le forme di rispetto non potranno mai cambiare.