Archivio per Maggio, 2009

LETTERA PER L’ALDILA’

Posted in Uncategorized on Maggio 30, 2009 by steppo1977

Ciao,

è la prima volta che mi rivolgo a te e come puoi ben vedere vicino al ciao non ho messo niente per definirti o chiamarti.  E’ normale per tutti dire quel nome ma per me, invece, è normale non dirlo. Sembra brutto ma sai benissimo che è così e non c’è niente di cattivo o perfido in questo. E’ solo che non ho vissuto con te e quindi per me è normale non nominarti. Non so perché ti sto scrivendo questa lettera virtuale, so benissimo che quello che scrivo tu già lo sai. Ma stamattina pensavo a te e mi sono accorto che non ti ho mai rivolto parola. So per certo che ci sei sempre, che sicuramente mi osservi da ovunque tu sia, che probabilmente piangerai e riderai delle mie azioni. Credo anche che molte volte hai desiderato di materializzarti di nuovo per potermi prendere a calci. Ma penso anche che la stessa materializzazione l’hai desiderata per abbracciarmi.

Qui è un casino e vivere non è per niente facile, anzi più vai avanti e più devi trovare soluzioni per rimanere a galla. Ma tu questo già lo sai. Credo che tu sappia benissimo chi sono e credo che sei uno dei pochi che ha questo privilegio. Agli altri mi sono scoperto piano piano con un certo pudore e timidezza mista ad una sorta di stupida paura. Con te sono sicuro che è stato più facile e sono uscito allo scoperto in tutto il mio essere, difetti e pregi, senza timore e paura. Non so cosa pensi delle mie scelte, delle mie debolezze e dei miei sentimenti. Io ti immagino seduto su un muretto che mi osservi e che sorridi di gusto di questo figlio goffo e sempre pieno di ansie che però cerca con i suoi modi alternativi di andare avanti e di essere corretto. Avrai sicuramente seguito la mia crescita dai due anni in poi per poter essere partecipe a tuo modo alla mia vita. Non so quante volte, nel poco tempo che ci hanno concesso, mi hai accarezzato o coccolato ma sono certo che lo stai continuando a fare. Non so quante volte mi avrai rimproverato ma anche in questo caso sono certo che lo fai e a malincuore credo anche spesso. Non so spiegare perché sento che ci sei. Non ti conosco e non mi ricordo di te. L’unica cosa che io ho in mente è questa enorme ombra su di me. Positiva e protettiva, senza volto e senza voce. Ti conosco questo lo sai. Ti conosco attraverso le foto che ho qui a casa. Ti conosco attraverso i racconti che ogni tanto mi fermo ad ascoltare. Si, ho scritto mi fermo ad ascoltare. A volte non voglio sapere niente, poi d’improvviso mi viene una gran voglia di sentire chi eri e cosa facevi. Non lo chiedo mai di raccontarmi di te e sinceramente non so perché. Tu lo sai? Credo di si. Mi limito ad assimilare quello che mi viene detto e devo dire che va bene anche così. Mi dicono che ci assomigliamo caratterialmente; è per questo che sono convinto che mi capisci. Sai che mi chiedo a volte a come sarebbe stata la mia vita anche con te vicino? Mi immagino litigate furiose essendo simili. Ma immagino anche sguardi di intesa fulminei per lo stesso motivo. Certo che mi hai lasciato in un momento proprio particolare. Sono cresciuto bene non credi? Certo con tanti casini da risolvere, però penso che tu possa essere anche fiero per alcune cose. Io credo che un po’ di merito è anche il tuo. Certo il lavoro duro è stato fatto qui giù, ma credo che tu hai seguito ogni singolo passo mio e sono sicuro che in alcuni momenti hai evitato che io cadessi e mi facessi male rovinosamente nelle falle della vita. Credo di sentirti e ho sempre avuto questa percezione. Io non sono un credente incallito, anche questo penso tu lo sappia, ma per quel che riguarda il nostro rapporto credo di esserlo. Io e te non ci parliamo mai. O almeno io non ti chiedo mai niente, ma le volte che mi vieni in mente ho la precisa sensazione che mi stai ascoltando. Anche in questo momento. E io ti parlo. A volte mi do delle risposte ai miei dubbi e sono convinto che le risposte me le invii tu in qualche modo strano. Sai che a volte vorrei proprio che ti dessero la possibilità di scendere per qualche ora qui da noi, sai come in quegli stupidi film, proprio per poterti vedere in viso. Non mi interessa sapere quello che mi diresti. Vorrei averti di fronte a me e guardarti. E capire dai tuoi occhi se quello che ho fatto è stato bello o brutto, divertente o triste o semplicemente se sei incazzato di qualcosa. Non ci sarebbe bisogno di dire niente. Io starei fermo lì a godermi la tua persona proprio perché non l’ho potuto fare e tu avresti la possibilità di avere di fronte quel bambino di due anni, ormai cresciuto, e godere di  lui come un genitore dovrebbe fare. Potrei dare un volto concreto a quell’ombra che mi protegge e alla fine sono sicuro che un sorriso spontaneo nascerebbe sui nostri visi. Un sorriso complice e sincero. Un sorriso che confermerebbe il nostro speciale rapporto a distanza.

LO SCOOTER NUOVO

Posted in Uncategorized con i tag on Maggio 28, 2009 by steppo1977

Questa è la storia di un nuovo scooter. Bello e luccicante con tutti gli optional. Inoltre in più un allarme incorporato. Il nuovo scooter ha sostituito quello precedente. Più grande ma più vecchio. Il secondo ha dato il suo contributo nel modo migliore ma come tutte le cose alla fine non vanno più bene.

Non è solo lo scooter che è cambiato, ma anche le persone che lo stanno montando. I due personaggi occupano lo stesso posto di sempre. Una persona è davanti che guida e la seconda, come al solito, è seduta dietro. Non c’è niente di nuovo in questo e la storia è sempre la stessa. Chi guida, lo fa sempre allo stesso modo. Uno modo spericolato e di chi sa a memoria ogni strada di Roma. Chi è dietro è sempre più goffo nel salire e comunque la paura è sempre la stessa. In questo non è cambiato niente proprio niente.

Il cambiamento delle due persone è nell’atteggiamento. Era molto tempo che i due personaggi non si trovavano sopra lo stesso scooter. Prima era molto più semplice. I due scherzavano e soprattutto c’era un contatto fisico, anche cercato. Anzi lo scooter era l’occasione ideale per stare il più tempo possibile attaccati. Ora chi è dietro ha il pudore di non sfiorare chi guida. Ha una certa paura di suscitare in chi è davanti una certa irritazione. Non vuole creare problemi quindi si tiene sulle maniglie dello scooter poste vicino al suo posto. Cerca anche di stare il più dritto possibile per non far toccare il suo petto alla schiena di chi è davanti. E’ una sensazione strana perché fino a qualche tempo prima il suo petto era premuto contro la schiena ed il piacere che si provava era una goduria per la persona trasportata. Non c’è neanche più lo stesso dialogo. E’ come se i due avessero il timore di dialogare. Chi guida ha l’attenzione sulla strada, ogni tanto dice qualcosa ma di molto generico. Chi è dietro cerca di guardare altrove, vorrebbe parlare il più possibile ma alla fine decide che forse è meglio tacere. Non guarda neanche più nello specchietto. Prima si divertiva e ammirava chi guidava da quel piccolo specchietto, così di nascosto e con un sorriso eccitato. Questa volta ha lasciato perdere lo specchietto e si è limitato solo a guardare avanti e cercare di rispondere a le poche parole dette durante il viaggio. Piccole cose sono cambiate ma importanti. La paura dei due è quasi percepibile al tatto o forse è una sorta di imbarazzo. Chi è dietro durante il viaggio si è chiesto tra sé e sé come mai è diventato così civile. Fino a poco tempo prima non avrebbe mai pensato di salire di nuovo su quello scooter con la stessa persona. Non avrebbe mai pensato di parlare con chi guida. Forse il cambiamento che tanto cerca effettivamente si sta concretizzando e lo rende fiero e pieno di fiducia. Si stupisce anche del fatto che capisce le esigenze di chi guida quando questa persona racconta i suoi progetti, una volta non era così. La cosa stupefacente è che è diventato un piacere parlare con l’autista dello scooter. Una volta l’autista non poteva neanche nominare i suoi progetti; ora i suoi progetti coincidono con quelli di chi è seduto dietro. Chi ha paura, come sempre, dello scooter vorrebbe invitare chi guida in modo sfrenato a cena per poter parlare ed è sicuro che starebbe ad ascoltare per ore. Non lo fa perché ha timore. Le cose sono cambiate tra i due personaggi e come in ogni cosa l’essere umano si fa miliardi di problemi. L’unico problema del ragazzo trasportato è chiedere di mangiare una pizza insieme. Non sa perché ma capisce che non è possibile. Non sono amici i due personaggi. Una volta erano una persona sola. Sullo scooter erano una persona sola e ovunque andassero erano una persona sola. Ora sono due individui distinti e si percepisce dalle esperienze che stanno vivendo. Sullo scooter sono due persone. A teatro sono due persone distinte e mentre mangiano un gelato sono due persone distinte. Chi era seduto dietro sente un certo dolore dentro per questo, ma sente anche una felicità non tangibile perché nonostante tutto sa che chi ha guidato in una bellissima Roma notturna ha guidato per lui anche solo per una notte!

QUESTA PERSONA

Posted in Uncategorized con i tag , , , on Maggio 18, 2009 by steppo1977

Vi voglio raccontare la storia di una persona speciale che ha dimostrato ancora una volta che il suo valore va oltre ogni cosa e oltre ogni cattiveria. Questa persona è speciale perché il suo sorriso illumina le giornate delle persone, oltre ad illuminare la sua di giornata. Fino a poco tempo fa irradiava anche le mie di giornate ma ero troppo preoccupato a cercare luce in altro modo per accorgermi di questo. Questa persona mi ha insegnato molto e come sempre l’insegnamento arriva sempre troppo tardi per recuperare. Adesso che ci penso arrivo sempre troppo tardi su tutto. Carattere o ottusità? Questa persona mi ha regalato di nuovo una parte di me stesso che purtroppo era andata persa. E’ la parte che più mi è mancata e che adesso sta tornando in me.

La voce di questa persona è cambiata. E’ una voce più tranquilla e più felice. Una voce piena di voglia di fare. Una voce piena di ottimismo ed una voce che dimostra che finalmente sta percorrendo una strada che ama. Questa persona io non la vedo ma la sento e un sorriso appare sul mio viso. Un sorriso diverso dai precedenti, quando questa persona era ancora accanto a me, ma bello lo stesso. Quando questa persona mi racconta quello che succede nella sua vita non riesco a non essere contento e fiero. Non è bello pensare che sei stato una delle cause di infelicità. Ora quando mi racconta i progressi fatti mi sento sollevato perché la sua di ottusità ha sconfitto la mia e per fortuna è andata così. Questa persona ha intrapreso un percorso diverso dal mio e va avanti come un treno e sono sicuro che nessuno la fermerà. Questa persona mi ha dimostrato che la maturità non è nell’essere rigidi con se stessi ma che la flessibilità è la chiave di lettura vincente. Questa persona, ancora una volta , mi ha risollevato quando dopo non esserci sentiti per molto tempo, mi ha fatto sentire come se questa separazione non fosse mai avvenuta. Questa persona mi ha messo in mano la forza di sognare e di credere che qualcosa di importante si può fare. Questa persona mi voleva solo far capire che il mondo è fatto di tanti colori e che questi colori sono anche belli se rispettati. Questa persona ogni giorno lavora e costruisce in parallelo una vita migliore ed io non ho mai rispettato la fatica che si prova. Questa persona se volesse potrebbe non parlarmi perché ha tutte le ragioni del mondo, invece lo fa ed io mi stupisco di questo. Questa persona mi ha offerto un’opportunità di cambiamento ed io non l’ho sfruttata. Il paradosso è che l’opportunità me la sono poi dovuta cercare da solo con molta più fatica. Questa persona è un essere dal cuore gentile, anche se non lo dimostra molto e spesso. Questa persona ora deve fare un percorso importante ed io sono felice, ma sono felice anche perché nonostante strade diverse posso condividere qualcosa che è importante per questa persona.

IL VORTICE DI EMOZIONI

Posted in Uncategorized con i tag , , , on Maggio 13, 2009 by steppo1977

Ci sono dei momenti in cui le emozioni si susseguono in un modo irrefrenabile che non riesci a controllarle. Sei immerso in un turbinio di sensazioni che ti fanno girare la testa. Hai quasi la sensazione di non capire cosa sta succedendo e ti sembra che il forte impatto delle emozioni ti spaccano dentro. Il respiro è poco e lo stomaco è vuoto, ma la sensazione che si prova è che non riesci ad emergere da questo mare. Ti affanni, smani e ti contorci per sbrogliare la matassa, ma alla fine ti accorgi che fai peggio. A volte si desidera essere tutto immerso nelle emozioni. Ti  vuoi sentire vivo e questa è la strada giusta da percorrere. Vuoi sentirti euforico. Vuoi un milione di emozioni tutte insieme quando la tua vita stenta a decollare sotto il profilo emozionale. E poi succede che quando arrivano non ci capisci più niente. E’ un paradosso quello che accade. Ti rendi conto che hai vissuto trattenendo le emozioni e hai cercato sempre di essere equilibrato. Poi ti rendi anche conto che la soluzione trovata fino ad ora non è stata molto positiva, anzi. Equilibrato e trattenuto non sono stati i due aggettivi più belli e utili fino ad ora ed hanno creato alcuni casini che ti hanno fatto crescere e capire che forse la strada doveva essere cambiata. Alla fine ci riesci e ti rendi conto che ti senti meglio. Fare scorrere la vita in modo positivo in tutti i campi è più bello e più utile. Molto più utile. Ti fa capire come sei fatto e che errori hai commesso. Ti rende forte alle nuove esperienze e meno critico nei giudizi. Ti rende più bello agli occhi della gente e anche ai tuoi. A volte però questa immensa quantità di emozioni, che siano positive o negative, ti fa fare anche dei piccoli errori. Non gravi ma comunque che segnano. Il vortice di emozioni ti porta ad essere anche instabile e la sensazione di panico ti assale. Vuoi  controllarle, vuoi in un certo senso combatterle e addomesticarle. Vuoi essere padrone delle tue emozioni. Molte delle volte non ci riesci perché loro sono molto più forti e ti rendono debole. Le emozioni sanno dove colpire e ogni nostro senso ne risente. Purtroppo quando si è in questa situazione è difficile controllare i tuoi gesti. Sei troppo euforico o dispiaciuto, dipende dai casi, per essere razionale e fare sempre la cosa giusta. Sei emotivamente instabile e per questo ogni gesto che appare corretto, alla fine è un errore. Quando te ne rendi conto alla fine è troppo tardi e rischi di peggiorare la situazione. E’ difficile stare fermi e controllarsi nel vortice di emozioni ma in qualche modo ci devi riuscire. La fase transitoria tra l’instabilità e la stabilità è quella peggiore perché ti senti in trappola. Vorresti trovare la via di fuga ma è come se ti trovassi in un labirinto che ti disorienta. Il vortice di emozioni è quello stato in cui un uomo capisce che la vita può essere un casino enorme ma che la rende fantastica. Il vortice di emozioni ti fa stare talmente male o talmente bene che in ogni caso ti lascia un insegnamento. Il vortice di emozioni io lo sto provando e mi sento comunque migliore.

 

IL PAGLIACCIO

Posted in Uncategorized con i tag , , , , on Maggio 10, 2009 by steppo1977

Il pagliaccio è quel fantastico personaggio che per sua sfortunata natura ha il compito più duro nella vita: quello di far ridere. A nessuno interessa cosa pensa e quali sono i suoi sentimenti. A nessuno viene in mente di chiedergli come si sente. Tutti si aspettano qualcosa di divertente da lui. Per gli altri è una garanzia se si desidera passare una giornata in allegria. Il pagliaccio ha il lavoro più bello del mondo perché far sorridere riempie di gioia e ti fa sentire importante. Il pagliaccio mette davanti a se stesso gli altri. Non importa cosa succede nella sua vita, quali problemi o pensieri tristi gli passano nella mente, il suo compito è quello di far ridere e la sua vita passa in secondo piano. Sotto quel grande sorriso che deve ostentare in ogni momento, nessuno sa cosa si cela. Nessuno può immaginare che, forse, può nascondersi un essere triste o preoccupato.  Il suo sorriso è contagioso e invidiato, ma della sua vita non importa a nessuno. Il pagliaccio è solo nonostante sia sempre circondato da tantissima gente che lo ammira e ride dei suoi gesti goffi e buffi. La sua felicità dura il momento della sua esibizione ma poi torna a casa e l’allegria passa.  L’uomo che si cela dietro quella maschera magnifica è insignificante per gli altri. Come può, si chiede la gente, un uomo così divertente avere dei problemi o soffrire per qualcosa? E’ impossibile! E anche se soffrisse per qualcosa, sicuramente ha la forza di reagire e quindi non bisogna preoccuparsi. Il pagliaccio ci guarda e ci osserva mentre si esibsce. Conosce ogni minimo particolare del suo pubblico. Sa chi è dolce, gentile, serio e sempre bambino. Conosce la bellezza e la genuinità dei bambini, ma conosce anche la saggezza degli adulti e la delicatezza delle donne. Ha una sensibilità tutta sua che è difficile da interpretare. Il pagliaccio si fa carico dei problemi di tutti e in un istante li allontana dalla loro mente. Il pagliaccio è chi vuole donare alle persone allegria senza condizioni. Il suo sorriso è il sorriso di chi lo guarda e di chi riesce a farsi contagiare dal suo spettacolo. Il pagliaccio è chiunque ride per non soffrire e trova la forza nel donare l’allegria. Si da forza da solo il pagliaccio perché sa benissimo che negli altri non può contare. A volte il pagliaccio prova invidia per chi riesce a farsi confortare e coccolare. Lui non riesce perché il suo ruolo è stabilito. Il pagliaccio per gli altri è colui che sorride e da allegria e non può deludere chi lo circonda. A volte il pagliaccio vorrebbe dire a chi lo guarda di fermarsi a pensare a lui in modo diverso. A volte vorrebbe togliersi quel sorriso dal suo viso per farci capire che è come noi, che ha dei sentimenti e che soffre. A volte il pagliaccio vorrebbe stare dall’altra parte del palcoscenico ed essere lui per una volta spettatore. Vorrebbe qualcuno che lo facesse ridere al posto suo. Vorrebbe soffrire come tutti gli altri ed essere coccolato come tutti gli altri. A volte vorrebbe struccarsi e farsi vedere per quello che è veramente. Il pagliaccio quando pensa a quello che vorrebbe, alla fine preferisce rifare il trucco e dare allegria perché forse si rende conto che il suo destino  è essere un punto fermo per gli altri. Il pagliaccio non ha la capacità di desiderare qualcosa di diverso perché vuole essere pagliaccio e questo l’aiuta. Nel momento in cui pensa a qualcosa di diverso è pronto a mascherarsi di nuovo per donare a chi gli è intorno il più bello e grosso sorriso mai fatto prima di allora.