ESSERE UNO ED IL PIU’ UNO PER QUALCUNO
Come mai non si riesce ad esprime concetti quando in ballo ci sono delle persone che si incontrano? Come mai c’è sempre la paura di esprimere una sensazione e come mai se questa stessa sensazione alla fine la esprimiamo ci sentiamo deboli rispetto alla persona che abbiamo di fronte? A volte mi chiedo il perché di tante remore, di tanti blocchi e di tanti muri. Mi diverte il fatto che molte volte si esprimono i concetti con altre parole, proprio per non dire quelle esatte. Una forma di camuffamento che poi alla fine esprime lo stesso concetto. Io a volte mi sento in difficoltà di fronte alle persone. Non sono capace di camuffare le sensazioni. Le esprimo come meglio credo e soprattutto in modo sincero e con tranquillità. Se qualcuno mi chiedesse di esprimere un pensiero su una persona specifica, farei in modo di esprimerlo al meglio. Di far sentire a chi mi è di fronte cosa sento e cosa provo, senza paura e senza pensieri. Il bello di descrivere e di raccontare è proprio quello di trasmettere qualcosa di positivo, o in alcuni casi anche di negativo.
A volte penso che sono esagerato che forse sarebbe meglio non dire niente. Tenermi le sensazioni che si provano dentro di me e non svelare niente. Che male c’è a dire ad una persona “mi piaci”? Che male c’è pensare, quando la guardi negli occhi, che sarebbe bello baciarla? E che male c’è avere voglia di incontrarla? Perché ci devono essere delle dolci tattiche nelle sensazioni? Eppure quando esprimo qualcosa di positivo mi sento bene. E’ un mio bisogno, una necessità. Se io incontro i tuoi occhi nella folla e questi occhi mi mettono i brividi addosso, perché non dovrei dirtelo. Io te lo dico, tu non devi fare niente e io non mi devo aspettare niente da te. Io scopro le carte, se così si può dire, ma non pretendo niente. Dal mio punto di vista è bellissimo esprimere quello che provo. Se incontro una persona e ho voglia di frequentarla, glielo dico e questo non implica niente di più che del tempo passato bene. Non si tratta di essere affrettati, si tratta solo di aver voglia dell’altra persona.
Quando sono di fronte a qualcuno che ho voglia di accarezzare ho voglia di farlo con spontaneità, non mi sento debole per questo, ma solo bene di farlo.
Quando mi viene detto che sarebbe meglio essere uno ed avere il più uno accanto mi viene da sorridere. In fondo il discorso è giusto. Essere uno significa non perdere la propria indipendenza ed identità e quel più uno significa che si sta con una persona. Il discorso fila ed è corretto. Ma se questa cosa si chiamasse “Essere in due” allora sarebbe uno sbaglio. Sarebbe qualcosa di soffocante e qualcosa di troppo impegnativo. Essere in due implica delle limitazioni, implica il comportarsi bene e a volte limitarsi. Ecco che in questo caso scatta nella persona il rigetto nel dire “Essere in due”. E’ un discorso che non porta da nessuna parte e che non significa niente questo ma puoi chiamare le cose come meglio credi, puoi nominarle nel modo migliore a te stesso. Puoi non dirle e puoi soffocarle, puoi esprimerle o scriverle ma una cosa è certa l’uno più uno alla fine è sempre un Due e se ti accorgi che il Due è quel numero che ti può far stare bene devi solo accettarlo perché non puoi fare altrimenti. L’uno più uno va bene al ristorante, ad una festa, in discoteca ma il due va bene ovunque e ti da forza.
Giugno 24, 2009 a 1:06 am
E’ il classico gioco dei ruoli. Ci comportiamo perfettamente quando l’altro non ci interessa molto ma diventiamo imbranati quando vogliamo piacere.
Sono d’accordo con te quando dici che non devono esistere tattiche per conquistare una persona. Stranamente stavo per scrivere qualcosa circa un’episodio simile che mi è capitato tempo fa. Me ne hai dato ispirazione.
Grazie Steppo!
CS
Giugno 25, 2009 a 8:23 am
Ciao CS
grazie a te per aver commentato il mio post. Le tattiche non so proprio come si fanno quando in ballo c’è qualcuno che ti interessa. Boh saremo strani
Sono contento che il mio post ti abbia dato l’ispirazione
Ciao a presto
Steppo
Luglio 9, 2009 a 1:35 pm
Credo che la “tattica” migliore per conquistare qualcuno che ci piace sia essere noi stessi. Perchè se piacciamo, piacciamo per quel che siamo.