L’OLTRE CHE STORPIA

Mi sto rendendo conto che non c’è più molta pazienza nel vivere. Tutto deve essere fatto e risolto nel minor tempo possibile e senza indugio. C’è sempre questa sensazione che si sta perdendo tempo e quindi capita molto spesso di voler cambiare pagina: di andare OLTRE.
Andare oltre è un concetto positivo che ti da la spinta per ricominciare qualcosa, ti permette di rimetterti in gioco e per questo ti permette di vivere. Andare oltre è il motivo per il quale molte persone adesso sono più felici e si sono lasciate alle spalle storie diverse e dolorose, a volte particolari, che comunque dovevano essere lasciate nel punto preciso in cui si trovano ora.
Andare oltre, però, è diventata anche una scusa. Molte volte ci appelliamo a questa sequenza di parole per non dover pensare. Si è arrivati al punto che non appena le cose non vanno come abbiamo immaginato, voltiamo pagina e andiamo oltre. Non c’è più tempo per le persone di sbagliare o avere dei tentennamenti. Devi essere sempre pronto per non essere quella pagina voltata. Devi correre e affrettarti per essere sempre la pagina successiva. Le tue emozioni, i tuoi sentimenti persino i tuoi umori devono essere sempre aggiornati per chi ti è intorno. E’ diventato raro trovare qualcuno che si ferma a capirti, che almeno ti ascolti. E’ diventato impossibile fermare il mondo che gira più veloce e sempre più dura è la fatica per non far girare la pagina. Ti ritrovi in un attimo al capitolo passato e ti si presenta davanti una nuova pagina bianca da scrivere e di reinventare.
Quando pensiamo all’oltre in un certo senso ci vengono in mente immagini eccitanti. Mondi nuovi e orizzonti sconfinati. L’oltre ammalia quando non si ha la forza di lottare un minimo per quello che si ha nel presente. La voglia di provare a capire quello che si è conquistato non è più importante; l’oltre ti chiama e non ti puoi fermare: saresti perduto. A volte si sottovaluta quello che si ha intorno e si cerca altrove, nell’oltre. L’oltre è ammaliante proprio per questo, perché ti da la sensazione che qualcosa di diverso e più affascinante si può trovare. Guardare verso l’oltre è giusto in alcuni casi. In tutti quei casi dove non c’è più niente da dire e fare, in quei casi dove ti trovi ad essere un pesce fuor d’acqua e in tutti quei casi in cui si soffre veramente. Ora mi accorgo che tutti guardano avanti anche quando non c’è bisogno. E’ più facile girare pagina che approfondire quella appena letta. Il mondo va veloce e le pagine scorrono, ma tante volte non si capisce bene quello che si è letto o scritto. Rimangono alla memoria pagine e pagine, capitoli e capitoli, ma non ci sono molti libri finiti. Ci sono solo pagine voltate ma non si arriva quasi mai alla fine. Scrivere qualcosa di importante ci porta a rallentare e il rallentare e stare fermi in molti casi rischia di essere faticoso. Nessuno ci dice mai che la fatica e la pazienza è la chiave per costruire qualcosa di importante però.