L’UOMO CHE AMAVA LE ILLUSIONI

Questa è la storia di un uomo che amava le illusioni. Sul suo corpo lividi e cicatrici. Le illusioni le aveva provocate. Non riusciva proprio a non farsi ferire da quello che costruiva nella sua mente. Le illusioni lo aiutavano a volare e ogni volta per lui era aria fresca. Salire in alto e sperare e sognare che quel qualcosa di speciale potesse farlo volare per sempre. Puntualmente si trovava a cadere rovinosamente al suolo e nonostante il dolore e nonostante la delusione ottenuta, cercava ancora di illudersi di nuovo.

Il suo percorso era sempre lo stesso. Dal suolo al cielo e dal cielo al suolo, un percorso sempre lo stesso e sempre con la stessa intensità. L’uomo aveva sempre lo stesso sorriso e non spariva nemmeno con il dolore sul corpo. Diceva che quando si arriva in alto e si spera di avere trovato quello che si cerca è una sensazione indescrivibile e non è importante quello che succede, ogni minimo dettaglio e particolare deve essere vissuto. Il più delle volte l’illusione durava pochissimo e si trovava a precipitare frequentemente. Non aveva la voglia di fermarsi, l’uomo. Non aveva voglia di pensare che forse era meglio camminare che volare. Lui voleva salire, voleva credere e voleva volare. Non gli importava cosa pensasse la gente e cosa potesse dire. A lui interessava spiccare il volo verso l’alto e starci il più possibile. Il volo che ti fa credere di essere forte e potente, che ti da la sensazione di essere invincibile e di poter toccare il cielo con quel famoso dito. L’uomo si illudeva puntualmente di questo. Aveva, fino ad allora, solo sfiorato questo cielo. Gli mancava ogni volta un’ultima spinta per arrivare a destinazione. Quando precipitava la delusione era cocente e prometteva a se stesso che forse era giunta l’ora di non decollare più. Di valutare cosa e chi aveva di fronte e casomai decollare. Niente non ci riusciva. L’uomo viveva seguendo le sensazioni e i sentimenti e non riusciva proprio a essere razionale. Appena sentiva qualcosa di importante per lui, partiva e decollava. Si chiedeva cosa c’era di sbagliato in tutto questo e perché doveva aspettare. Si chiedeva perché soffocare un sentimento e si chiedeva più di ogni altra cosa perché le cose semplici alla fine devono essere così complicate e dolorose. L’uomo è precipitato di nuovo e si è fatto veramente male. Non lo credeva e non si è reso conto. Ha solo sperato che un’illusione  si concretizzasse e lo tenesse a galla in volo perenne. L’uomo ora è a terra e pensa di rimanere così, sdraiato con tutti gli acciacchi sul suo corpo aspettando che spariscano. L’uomo si rialza e inizia a zoppicare. Va in cerca di un’altra illusione e questo gli fa comparire un lieve sorriso sul suo volto.

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