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IL DESTINO DEL BAMBU’

Posted in Uncategorized on Novembre 30, 2009 by steppo1977

Il destino comune di noi esseri viventi del regno vegetale è quello di vivere perennemente in un magazzino di qualche negozio o centro commerciale. A volte capita di essere scelti tra mille altri esemplari. Una sorta di fortuna che credi possa migliorare la tua condizione presente. Tutto questo non è proprio così. Io, bambù, con un nome impronunciabile, alla fine non ho migliorato proprio un bel niente. Anzi la mia condizione presente ha aggiunto in me la malinconia del magazzino provocata dalla solitudine. Lì, durante il giorno, scambiavo quattro chiacchiere con i miei simili; ora sono su un mobile dentro un vaso di quelli alla moda vicino ad un televisore che la sera mi assorda. Sono ormai due anni e nonostante tutto sono cresciuto e sono fiorito.

Gli esseri umani pensano a noi come qualcosa di secondario, una sorta di mondo invisibile. A volte si ricordano di noi e ci danno linfa per vivere. Molto spesso moriamo perché non alimentati e appassiamo pian piano. Solo a quel punto i nostri aguzzini si ricordano che forse dovevano annaffiarci e curarci di più.

Il mio padrone non fa differenza e molto spesso si dimentica della mia esistenza. Ho la fortuna di essere stato posizionato vicino ad un oggetto che viene usato: il televisore. Ma ultimamente anche lui non viene più acceso e quindi la mia fine è praticamente decisa.

Dalla mia posizione riesco a vedere di fronte a me un divano con un quadro sopra, una parte della cucina ed il tavolo dove il mio padrone mangia, da solo o in compagnia, dipende dalle serate. Molto spesso sono da solo e l’ambiente è animato solo la sera. E’ proprio in questo momento che mi diverto di più.

Il mio padrone è alquanto bizzarro. Non so definirlo ma quando è in casa fa delle cose che proprio non riesco a capire. La prima cosa che fa appena entrato è accendere la televisione e mettere un bel cd di musica. A quel punto la casa si trasforma in una piccola discoteca ed ogni movimento è scandito dal suo ritmo. Pulizie, lavoretti, cucinare, ogni piccolo passo è una coreografia. Io soffro perché la musica è talmente alta che proprio non riesco a sopportarla. Gira mezzo nudo in casa, in mutande, quando è solo. Una volta gli ho sentito dire al telefono che si sente libero in quel modo. A volte invita persone e quindi si diletta in cucina. Ormai ho capito la differenza tra cene con amici e cene particolari. In primo luogo le cene con gli amici prevedono da un minimo di 3 persone ad un massimo di 6, la casa è troppo piccola…Nelle cene particolari si è solamente in due. Inoltre con gli amici si fa casino, quelle in due il mio padrone si prepara e si veste anche bene. Poi con gli amici non si entra sul divano, troppo piccolo. Quando si è in due invece è troppo grande perché il mio padrone e l’ospite stanno sempre troppo ma troppo stretti. Inoltre in due si torna alla condizione di libertà: entrambi girano mezzi nudi e scompaiono dalla porta che credo porti nella stanza dove si dorme. In due anni di esistenza in questa casa ne ho viste di cose. Risate, pianti, liti furiose o semplicemente silenzio. Nel frattempo sono cresciuto anche grazie alla poca acqua che mi viene fornita. A volte penso che la mia vita è molto statica e anche noiosa, ma fino ad ora non sono ancora morto. Il mio padrone non mi ha ancora ucciso. Sarà fortuna o grazie alla posizione strategica, ma sono ancora qui. La mia sorte è stata migliore, credo, rispetto ad altri. Noi esseri del mondo vegetale stiamo in silenzio e non ci lamentiamo, ma viviamo anche noi come loro. Se potessi parlare chiederei dell’acqua sicuramente, ma probabilmente spiegherei al mio padrone che il fatto di essere solo delle piante non giustifica il fatto che le persone si dimenticano di noi……e chiederei di non stare più vivino al televisore.

MI VA DI SORRIDERE

Posted in Uncategorized con i tag , , on Novembre 27, 2009 by steppo1977

Personalmente non mi interessa niente delle convenienze. Non mi interessa se guadagnare qualcosa sia il motore per instaurare dei rapporti con delle persone. Fondamentalmente non mi interessa niente sapere se questa o quella persona può essere utile a qualcosa. In tutti gli aspetti della vita ho agito in questo modo e fino ad ora non mi ha mai tradito. Forse ci sono stati dei momenti in cui ho valutato in modo sbagliato qualcuno che poi mi ha fatto ricredere dei suoi intendimenti, ma fondamentalmente sono molto contento del mio operato. Non ho niente da recriminarmi. Solo in alcuni casi ho dovuto chiedere scusa per una mia pazzia momentanea che mi ha fatto apparire agli occhi di alcune persone sbagliato. Non c’è ragione che possa giustificare questo mio comportamento, ma so che è stato per un motivo preciso che non ho bisogno di spiegare: chi ha subito lo sa di suo.

Ho cercato sempre di essere me stesso, ovviamente nel miglior modo possibile. Non è certo facile in questo mondo esprimere sempre e ovunque quello che si è veramente e cosa si desidera, ma ci si prova. A volte si riesce a vincere la resistenza del pregiudizio, altre volte lo stesso pregiudizio si rafforza e diventa odio o persino, che è ancora peggio, considerazione sbagliata della persona.

Non mi sono mai preoccupato di questo perché le verità vengono sempre fuori e poi c’è sempre modo e tempo di recuperare le considerazioni e la stima delle persone. Quando succede mi faccio un bel sorriso e vado avanti. Certe volte è stato un sorriso amaro perché ho dovuto accettare cose e fatti che forse da alcune persone non mi aspettavo. Altre volte invece è stato un sorriso tranquillo e sbeffeggiante visto che sapevo con sicurezza che le cose sarebbero cambiate, e io avrei potuto in futuro essere capito. Altre volte ancora sono stati pianti perché, certe volte, farsi capire non è semplice e diventa frustrante. Ti chiedi il perché non si possa essere proprio come qualcuno ha voluto tu fossi. Sono pochi questi momenti, giusto quelli più duri e che forse non ti aspetti. Ma sono anche i momenti dove diventi più ostinato e ti incaponisci. Vai avanti e, dopo aver asciugato le lacrime, ti alzi e cammini dritto verso la tua meta. Io ne ho avuti pochi di questi momenti ma ci sono stati. Mi hanno insegnato molto e mi sono accorto che l’unica cosa che hanno provocato in me è quella di farmi una grossa risata ogni volta che la mia persona veniva giudicata. Amara, dolce, sensibile, odiosa, urlante, sottomessa, in silenzio e acuta, ma sempre una risata. Ormai sono consapevole che sul mio viso non potrà mai mancare una cosa: il sorriso. Non ci sono armi più potenti di un viso sorridente che ti fa affrontare le tue giornate con uno spirito diverso.

Non credo esista al mondo qualcuno che mi abbia visto piangere, se non di gioia. Tutti mi hanno visto sorridere e sarà sempre così! Mi va di illuminare le mie di giornate e anche quelle degli altri. Mi va di sorridere all’invidia, all’odio se c’è. Alla rabbia e alla stupidità. Al pregiudizio e alla paraculaggine. Mi va di sorridere per il mio amore e per l’amicizia. Mi va di sorridere sempre ai colleghi nonostante tutto, e mi va di sorridere ai passanti che nemmeno conosco. Mi va di sorridere perché il cuore pulsa più forte e mi fa sentire più forte. Mi va di sorridere ogni mattina dei giorni che mi regalano perché significa che un’altra sfida sta per cominciare. E mi va di sorridere a me davanti allo specchio, sentendomi anche stupido……

ORA SO CHE CI SEI

Posted in Uncategorized con i tag , , on Novembre 26, 2009 by steppo1977

Se penso alle coincidenze allora non riesco proprio a fermarmi con la mia mente. Nella mia vita ce ne sono state tante e soprattutto sempre inaspettate. Se vogliamo chiamarle sorprese per me è uguale. Ma io non riesco a definirle in nessun modo, o almeno a definirle come tutti fanno. Di certo so che rimango sempre stupito e a volte senza fiato. Il fatto è che ormai mi sono accorto che queste coincidenze – se proprio dobbiamo dare una definizione – fanno parte della mia vita e se scorro i miei trentadue anni, mi accorgo che sono molto spesso presenti nel mio percorso. All’inizio ho solo creduto che la mia mente viaggiava e cercava di dare spiegazioni razionali a quello che succedeva. Ero anche più giovane e molto spesso si hanno altri futili pensieri che ci girano in testa. Non c’è tempo per fermarsi e razionalizzare anche l’inspiegabile. E molto spesso quando uno è più giovane non perde tempo per darsi delle spiegazioni. “E’ successo, va bene!”, ci diciamo.

Ora non è più così! Ho preso coscienza che qualcosa di strano succede a volte nella mia vita. Di protettivo, puntuale e soprattutto in alcuni momenti particolari. Un appuntamento fisso con qualcosa che mi fa scudo e mi difende. Che mi tiene la mano e che mi accompagna. Che certamente mi ha aiutato molto spesso. Io non so spiegare la sensazione che provo e che percepisco. So solo che io sento questa coincidenza molto vicina e a volte si sostituisce al razionale e agli eventi che molto spesso sono già delineati. Coincidenza che riesce anche a sovvertire qualcosa di dato per scontato. A sovvertire gli eventi che vanno contro i miei desideri e i miei progetti. In passato come nel presente mi sono sentito aiutato in alcuni momenti anche difficili. Ma mi sono sentito anche supportato nelle mie decisioni perché ero spinto ad agire con fiducia, come se sapessi che quello che stavo facendo era la cosa giusta. Avevo la certezza che stavo facendo la cosa giusta. Avevo la soluzione senza pensarci un secondo. Non credo che le coincidenze siano tutte uguali. Ci sono coincidenze e coincidenze. La mia è solo una definizione per essere capito ma non è una coincidenza secondo me. Le coincidenze, quelle che conosciamo tutti, sono saltuarie e non regolari. La mia coincidenza è presente ogni volta che ho delle difficoltà. Piccole, grosse, insormontabili o praticamente inviolabili. E’ lì presente e io ne sento la presenza. La sento negli eventi che mi circondano e di come cambiano inaspettatamente. La sento nel mio essere perchè mi da forza. La sento proprio perché è inspiegabile alle orecchie delle persone e molto spesso anche alle mie. La sento perché mi stupisce e mi lascia interdetto per giorni anche quando l’urgenza è passata.

Nei giorni scorsi ho capito che c’era e ha creato una sequenza di eventi che quando ci ripenso non riesco proprio a realizzare a come possano essere successe. So solo che questa coincidenza ha sovvertito qualcosa di irrealizzabile e mi ha fatto sentire la sua presenza in modo fermo e soprattutto talmente forte che oramai non ho più dubbi della sua esistenza. Ripeto che la chiamo “coincidenza” solo perché non esiste parola più razionale possibile e mi serve proprio per definirla. E’ come dargli un nome.

L’ILLUSIONE DI ESSERE DIVERSI

Posted in Uncategorized con i tag , , on Novembre 23, 2009 by steppo1977

Non riesco a dominare i tuoi occhi. E’ come se riuscissero ad ipnotizzarmi. Ogni volta che provo ad alzare lo sguardo e cerco di fissarti non ho la forza di combattere e di non farmi pervadere dall’emozione. Molto spesso mi sono illuso di essere forte. Mi sono illuso di poter controllare le emozioni e mi sono illuso, credendo di aver superato ogni piccola sensazione che mi provochi.

Mi sono sentito forte nel convincermi della mia forza e ho cercato di capire la situazione. Mi sono ostinato sulla mia persona cercando di modellarmi.

Solo con te ho capito il principio dei poli nelle calamite. Sei attrazione per il mio corpo che non riesco mai a controllare. Sei il polo mancante alle mie giornate e solo in tua presenza mi rendo conto che io, il polo opposto, trovo il senso al mio essere.

Solo con te ho capito il vero senso della debolezza. Non quella tangibile, presente e razionale. La debolezza quella meschina, subdola, nascosta e cinica al cuore.

Debolezza che fa sentire la sua presenza ad intermittenza, a tratti, per ricordarmi che il mio comportamento razionale è solo una mia illusione.

Una debolezza che ti deride e ti fa sentire sciocco. La debolezza di chi prova le più belle sensazioni che l’esistenza ti possa regalare.

Bisognerebbe sentirsi forti in queste condizioni. Io mi sento legato. Catene invisibili e taglienti che impediscono i miei movimenti. Che mi rendono immobile. Forse è un bene! Potrei far esplodere le mie emozioni che rovinerebbero una sottile armonia, un fittizio patto che ho accettato; convincendomi di poterlo rispettare.

Non sai quanto è dura a volte. Molto spesso quando si è convinti di poter far tutto si rischia poi di fregarsi con le proprie mani. Sarebbe bello essere sempre forte e cinico. Sempre intoccabile agli eventi. Ora che ci penso non lo sono mai stato intoccabile. Neanche ora.

Mi sono convinto solo di esserlo ma non ho fatto i conti con l’inconscio, con quei movimenti tumultuosi e casuali che il cuore e l’anima, egoisticamente e anche con un certa cattiveria, provocano.

Mi sento di chiedere scusa a me e a te. Scusa perché forse ho voluto fare qualcosa di più grande di me. Scusa perché ho peccato di superbia, involontariamente. Mi sono voluto sentire diverso dal passato e questo mi è sembrato giusto. Mi sono voluto sentire più forte di te. Mi sono anche voluto sentire bene non rinunciando al polo mancante.

Ho sperato che qualcosa cambiasse, ingenuamente. Ma le cose se non cambiano subito sono destinate a rimanere tali. Ho preteso il cambiamento, ma io non sono cambiato. Solo l’illusione mi ha dato la percezione di essere diverso e qualcuno un giorno mi ha detto che chi nasce tondo non potrà mai morire quadrato. Mi sono accorto che quando ci sono in ballo i sentimenti è proprio così.

L’INASPETTATO

Posted in Uncategorized on Novembre 18, 2009 by steppo1977

L’idea di poter gestire tutto è perennemente presente nella mente delle persone. E’ come se non si facesse caso ai movimenti nascosti che nelle vite di ognuno appaiono sempre più frequentemente. Non si fa caso  al fatto che forse non siamo fatti solo di materia, ma che la componente più importante e sicuramente quella meno controllabile è costituita da qualche materiale etereo a noi sconosciuto. Ci organizziamo le giornate, i mesi, gli anni. Mutuo, prestiti, progetti e regolarità. Pensiamo a come poter vivere nel meglio e nel giusto possibile. Ci sentiamo sicuri quando pensiamo alla nostra tranquillità programmata, e se avessimo a disposizione un agendina con diversi anni a disposizione, probabilmente sarebbe piena di ogni cosa per soddisfare il nostro bisogno di certezza.

Tutto quello che ho scritto è solo teoria. Nella teoria siamo micidiali, perfetti e coerenti. Nella teoria ci sentiamo potenti, sicuri, quasi come cavalieri pieni di forza e vigore.

Ma molto spesso non è così. La casualità delle cose non è mai menzionata. Non viene mai presa in considerazione. Nelle nostre vite non esiste, per noi. Non esistono inconvenienti, ne negativi e ne positivi. Quando queste cose succedono ci limitiamo a scansarle e far finta che non sono mai esistite. Ci arrabbiamo se succedono e sicuramente ci limitano nei nostri progetti. Andiamo nel caos. Non sappiamo cosa fare e come agire. In fin dei conti è successo, e non possiamo farci niente. Combattiamo per non accettarlo ma non abbiamo forze per vincere. Il cavaliere che è in noi è diventato in un attimo vulnerabile. Debole e spaesato. La forza dell’inaspettato è talmente forte che ci invade senza preavviso. Il caos che si crea in noi è vasto, ampio, grande e potente e non  ci fa ragionare. Il caos genera altro caos e uscirne è una fatica immane.

Non si può progettare tutta la nostra vita, non si può per forza far finta che non esistano casualità. Non possiamo rifiutare tutto quello che ci dona la vita solo perché siamo determinati a raggiungere qualcosa che forse, nel momento, in cui lo raggiungiamo risulta essere non così importante come ci aspettiamo. Non possiamo continuare a giocare con le cose belle che ci si avvicinano perché poi scappano. Non possiamo pensare che qualcosa esista sempre nello stesso modo ai nostri occhi. L’unica cosa da fare è non crearsi un mondo virtuale e perfetto che ci calzi a pennello. Accettare la bellezza della vita, delle cose e delle persone così come ci appaiono al momento. Apprezzare quello che ci offrono, alle emozioni che ci danno. Rischiare a volte!….Non aver paura di accettare le emozioni che l’inaspettato ti offre, ma catturarle, e anche in fretta. Solo così puoi vivere in modo tranquillo e senza schemi. Non esistono schemi che ti possano soddisfare. Esiste la bellezza delle vita che è piena di sorprese. La bellezza totale che non è solo felicità ma anche dolore. Dolore importante che ti apre gli occhi e ti fa crescere. Bisogna abbandonarsi alla vita……sorridere e piangere nel momento in cui è richiesto, senza frenarsi, senza resistere. La bellezza della vita è proprio questo. Sentire le emozioni che ti da e non c’è niente e nessuno che si possa sostituire a questo.

OCCHI VIVI

Posted in Uncategorized on Ottobre 14, 2009 by steppo1977

Se guardo i tuoi occhi non vedo paura. Dritti e fissi sul mio. E’ da tanto tempo che non provo questa sensazione di osservazione. Fino ad ora i miei di occhi non hanno incontrato altri sguardi: sfuggono, si abbassano o fanno finta di non vedere. Sono sguardi non attenti, senza interesse..o forse troppo. Anche il troppo ha accezione del niente. Sono sguardi senza coraggio che hanno perso la voglia di prestare attenzione. Hanno perso il piacere di fermarsi e trasformare il semplice guardare in osservazione attenta.

Poi quella sera il mio sguardo, ormai sfiduciato e senza speranza, diventato ormai disattento per necessità, ha incontrato qualcosa che gli assomigliava: il tuo.

Vivo, attento, che scruta. Una luce che avevo dimenticato quanto forte fosse. Per la prima volta, dopo tanto tempo, anche forse per mancanza di abitudine, i miei occhi hanno sofferto la potenza penetrante di questa bellissima luce. Si sono abbassati per istinto per la paura di essere accecati. Poi si sono abituati e hanno trovato la forza di guardare. Probabilmente l’irruenza del tuo sguardo ha acceso di nuovo anche i miei.

Un sentimento strano mi ha pervaso, difficile da descrivere. Ho capito solo che qualcosa di diverso dal normale è accaduto. Quel normale che molto spesso non ci appartiene. Quel normale che definisco “comune” perché è una normalità che scorre per tutti ma della quale non possiamo far valere il nostro diritto di proprietà.

Di colpo ho riconquistato curiosità e ho iniziato ad osservarti. Abbiamo parlato mentre facevi altro ma non hai mai smesso di irradiare la mia persona. Quando parlavi, non guardavi altrove, se non per svolgere il tuo compito..ma solo lo stretto necessario. Poi tornavi su di me e non hai mai smesso di accompagnare le tue e le mie parole con lo sguardo; come una guida luminosa che indica il percorso.

Quando sono andato via da casa tua non mi sentivo stanco. Ero contento e mi sono chiesto cosa facessi per alimentare il tuo sguardo. Cosa ti dava linfa per essere così acuto e attento a chi ti è intorno.

Ho avuto la presunzione di pensare che fossimo uguali. Che uno sguardo vivo, che da attenzioni si costruisce e si alimenta solo con il tempo e solo rimanendo se stessi. Si alimenta con le esperienze del passato, belle e brutte, senza dimenticarle. Sacrificandosi a volte ma senza lasciarsi andare. Andare avanti anche quando chi ti è intorno ti giudica sbagliato.

Mi sono sentito sollevato e soprattutto fortunato. La fortuna di chi ha goduto della tua luce…Grazie!

IN PERENNE RINCORSA

Posted in Uncategorized con i tag , , , on Ottobre 5, 2009 by steppo1977

Ci sono varie teorie per quanto riguarda l’uomo e la donna. Alcune che dicono che siamo su questo mondo per riprodurci e portare avanti la specie. Altre che professano l’indipendenza e il voler realizzarsi in tutti i campi anche individualmente. Altre ancora che sono più complesse e delle quali è difficile capire il significato. Ci organizziamo in gruppi. Religiosi, alternativi, porno, bigotti. Tutti a cercare ragioni e soluzioni. Tutti pronti ad avere la verità sul nostro mondo.

Tutte cazzate! L’unica attività che l’essere umano svolge per l’intero arco della sua vita è quello di rincorrere qualcosa o qualcuno. Facciamo solo quello. Vogliamo quello che non possiamo avere e siccome questa attività la facciamo tutti insieme, il nostro mondo è popolato da miliardi di persone che sono in perenne rincorsa verso il proprio obiettivo.

Quando fanno vedere la terra dall’universo, ripresa dai satelliti, secondo me le immagini vengono ritoccate. Non è vero che si vede la parte terrestre ed il mare. Chi ci spia dall’alto vedrà, e ne sono quasi certo, minuscoli puntini neri che si muovono freneticamente alla ricerca e conquista di quello che desidera.

Siamo frenetici, siamo possessivi su chi non possiamo avere. Corriamo fino a quando il fiato ci sorregge per arrivare alla meta. I nostri pensieri, per il 90 % della giornata sono per escogitare piani, escamotage.  Cerchiamo in tutti i modi di vincere e di poter realizzare il nostro sogno. Siamo dei piccoli detective che spiano. La nostra giornata è piena in questo modo. E arriviamo distrutti e affranti perché chi rincorriamo molto spesso rincorre a sua volta. File interminabili di persone che seguono qualcuno. Io rincorro te, tu rincorri lui che rincorre lei che rincorre qualcosa che rincorre lui che rincorre loro che rincorre me che rincorre mio cugino che rincorre il suo sogno che rincorre l’altro che poi rincorre non si sa cosa. Una catena di quelle interminabili. Una catena che crea un odore di sudore talmente forte da nauseare. Ci sentiamo a fine giornata stanchi e per cosa…..niente! Ma niente! Non molliamo e come noi anche gli altri. E quindi il giorno dopo si ricomincia….Io rincorro te, tu rincorri lei che rincorre l’altro che rincorre loro…ecc. ecc.

Poi ogni tanto vedi, sempre dall’alto e sempre con il satellite, qualche puntino che si ferma. Non si muove più. Stanco di rincorrere qualcuno  si siede e si gode lo spettacolo di fronte a lui.  Si tira  fuori dalla catena e si rilassa. Per alcuni momenti, quelli iniziali, si sente quasi inutile del suo far niente, ma poi pensa e si rende conto che può anche invertire il suo senso di marcia. Va contro alla massa che rincorre e per la prima volta vede anche i volti degli altri che sono dietro di lui e che lo rincorrevano. A quel punto succede qualcosa di magico. Davanti a lui si ferma chi lo rincorreva, con l’affanno e senza respiro, ma con un sorriso gigante. Sudato e piegato dalla fatica si ferma anche lui e succede che il puntino solitario che si era fermato ne fa fermare un altro. Ovviamente chi rincorreva il secondo puntino rimane male di questa cosa ma siccome non ha conquistato la sua meta, accelera la sua rincorsa e passa oltre in un vortice senza fine. I due puntini fermi iniziano a parlare per la prima volta e la loro marcia rallenta. A volte rincorrere non ti fa percepire molto di cosa e chi hai intorno; questo hanno capito i due puntini neri……

ISTINTO E RAZIONALITA’

Posted in Uncategorized con i tag , on Ottobre 1, 2009 by steppo1977

Probabilmente in questo momento non sto molto capendo come sono fatto. A volte la razionalità che mi contraddistingue mi abbandona e mi lascia libero di agire. Ci sono stati dei momenti in cui mi sentivo prigioniero della mia razionalità. Sempre la cosa giusta da fare, sempre sapere cosa dire e sempre sapere come agire.  La certezza che ogni passo non fosse sbagliato e non mi avrebbe fatto cadere. Mi sentivo sicuro in questa mia razionalità. Protetto e forte. Da un po’ di tempo la mia migliore amica: appunto la razionalità ha deciso di non farsi più vedere, di sparire. In un certo senso ha deciso di abbandonarmi, forse stufa anche lei di me stesso. Probabilmente ho causato in lei una sorta di rigetto che l’ha fatta scappare. In fondo non è che con me avesse molte soddisfazioni lavorative. Era troppo facile il suo lavoro con me. Lei diceva io facevo. Lei dettava io agivo. Si, sono sicuro è andata via perché cerca altri stimoli. Altre aspirazioni e un lavoro non così semplice.

A volte mi manca. Anzi spesso. Non ho più la mia consigliera preferita. Non so più come agire. Mi sento perso a volte. Come è possibile, mi chiedo, che all’improvviso, non so più trovare le soluzioni a  quello che mi succede? E’ possibile che abbia dimenticato  le norme del buon comportamento, almeno per me?

Razionalità dove sei? Se ci penso è moltissimo che non ti sento. Sei sparita sotto i colpi degli avvenimenti. Sei fuggita lasciandomi nelle situazioni più disparate. Ti ho cercato ma non ti sei palesata. Mi hai anche fatto arrabbiare perché non si può abbandonare qualcuno in questo modo senza lasciare una spiegazione. Ho provato a vedere se hai lasciato un messaggio da qualche parte…Telefono, sms, persino su Facebook…Ho pensato che siccome l’intero mondo è iscritto forse avrei potuto trovarti lì. Niente sei sparita.

Ti ringrazio solo per avermi fatto anche crescere con questa tua decisione. Hai lasciato che io agissi in autonomia sbattendo la testa su cose e persone che forse con te avrei evitato. Si molto probabilmente mi sarei fatto molto meno male con te….ma ho anche assaporato la sconfitta. Ho assaporato l’istinto. Compagno traditore che ti illude ma che è bello. L’istinto che ti ammalia perché ti fa sentire libero e vivo ma che molto spesso ti gira le spalle lasciandoti in mutande. L’istinto che trama per averti e che quando ti ottiene non esita a tagliare i fili che ti lega a lui. Mi sono innamorato dell’istinto e l’ho cercato e seguito….Forse lo seguo sempre, anche adesso. E’ forte e contro di lui non puoi vincere. Solo tu per anni lo hai tenuto lontano da me e mi hai protetto…Tu sei più forte di lui ma la tua protezione a volte fa anche più male. Ed ora che te ne sei andata sento che il tuo abbandono è ancora più subdolo. Mi hai lasciato a combattere contro l’istinto che sa come ammaliarmi. Un combattimento sensuale, erotico che non ti fa scappare. Sono consapevole che non posso fare niente contro di lui e che solo il tuo ritorno mi può aiutare…..Ma ora che sei andata via e non so quando torni, se torni, ti chiedo di rimanere ancora un po’ dove ti trovi. L’istinto non ti nasconde e nonostante le mazzate che ti infligge alla fine ti fa capire. Torna quando ho bisogno di distaccarmi un po’ dall’istinto ma non eliminarlo dalla mia vita. Rimanete tutti e due con me e insieme faremo grandi cose!

OLTRE L’ORIZZONTE

Posted in Uncategorized on Agosto 31, 2009 by steppo1977

Molto spesso durante il tuo percorso decidi di non voltarti più e di guardare sempre e solo avanti. Il tuo sguardo dritto e fiero, forse anche ferito, non viene distolto da nessuna perturbazione. Ti rendi conto che sta succedendo qualcosa intorno a te ma non hai minimamente voglia di guardare, affrontare e riflettere su tutto ciò. L’unica cosa che ti interessa è quello che c’è di fronte. Quello di cui hai voglia è solo l’orizzonte che a volte non è neanche molto delineato. Ti piace anche perché lo disegni con il tuo sguardo fermo ogni giorno che passa. All’inizio ti sembra di sbagliare, ti sembra che forse non è poi così giusto avere un’unica visione. Ma hai già provato a guardare intorno a te e non hai trovato molto. Ti sei reso conto che mentre tu guardavi intorno, ammirando le bellezze delle cose e delle persone che ti erano vicino, proprio gli altri avevano deciso di guardarsi solo avanti. Ti sei trovato a gridare , parlare, fare il buffone e piangere per distogliere il loro sguardo dal loro futuro fatto solo per loro, ma ti sei poi alla fine solo stancato e demoralizzato. Alcuni di essi hanno provato a guardare quello che succedeva intorno a loro, hai provato a parlargli e a coinvolgerti, ma nel momento in cui tu hai creduto di avercela fatta, hanno ripreso a camminare da soli con il loro stesso e fiero sguardo. Ci sei rimasto male, non hai capito, ma hai riprovato e riprovato ad assaporare tutto quello che avevi intorno. Altre facce si sono voltate verso di te, giusto il tempo di farti capire che forse sbagliavi, il tempo di disilluderti e alla fine hai capito. Hai capito che è bello guardarsi intorno e sorridere a quello che succede ma molto spesso è faticoso. E’ in qualche modo incomprensibile perché ci sono delle cose che vorresti vivere più intensamente ma che non ti danno la possibilità. Alla fine sei costretto anche te a percorrere un percorso indipendente che ti costruisci per non cascare. E succede che ti alzi da terra e punti il tuo sguardo dritto a te. Fiero, alto. Ti prometti che non sarà come ieri e che non ti guarderai più intorno. Tutto quello che conta è il tuo percorso, anche così distorto ma tuo. Non c’è spazio per altro. Non c’è spazio per accettare anche le diversità che ti arricchiscono. C’è spazio e tempo solo per piccole occhiate ma che non ti servono poi a niente. La paura di uscire dai binari ormai presi è talmente tanta che il coraggio non è più una parola nel tuo vocabolario. Ti accorgi che sei diventato anche te come loro, un individuo che per non cadere di nuovo ha perso la voglia di guardare oltre il proprio orizzonte. Ecco cosa sei diventato………

CAMBIAMENTO…..MA SI VUOLE CAMBIARE?

Posted in Uncategorized con i tag , on Agosto 18, 2009 by steppo1977

Alla fine si arriva sempre al punto di essere stanchi. Stanchi di quello che si ha intorno. Delle persone che ti parlano e dicono sempre le stesse cose. Stanchi dei movimenti sempre tutti uguali. Delle abitudini ripetitive e piene di prevedibilità. Alla fine si arriva al punto in cui ci chiediamo che qualcosa deve cambiare perché siamo stufi. Si organizza il nuovo anno, i nuovi propositi e quello che si desidera cambiare. Alla fine si arriva sempre al punto in cui ci diciamo che questo è l’anno giusto e che è ora di cambiare pagina. E’ un pensiero ricorrente e ci mette ottimismo, sempre. Ogni volta siamo pervasi dal sentimento del rinnovo. Un turbinio di eccitazione che ci porta a cambiare il presente e ci fa costruire un futuro. Ci fa pensare al passato e ci trasporta nel futuro migliore, pieno di soddisfazione, di felicità e di bellissimi progetti. Tutti a questo mondo provano questo e tutti ogni inizio anno, calendariale o solare che sia, hanno intenzione di cambiare qualcosa. Tutti a questo mondo, nessuno escluso, hanno sempre qualcosa da cambiare e sono poco soddisfatti di alcuni aspetti della loro vita. Senti in giro sempre la stessa frase: “Beh quest’anno non mi posso lamentare, è andata bene”. Allora perché poi quando arriva settembre o dicembre abbiamo sempre qualcosa da cambiare? Chiediamo qualcosa per migliorare la situazione o addirittura per cambiare rotta? Perché il nostro pensiero è quello di dover per forza cercare altrove la felicità o la pace con se stessi? Perché non analizziamo mai quello che abbiamo nel presente, anzi a volte lo ignoriamo o ne  abbiamo paura? E soprattutto perché questi cambiamenti non implicano mai un cambio di atteggiamento in noi stessi ma la maggior parte delle volte si ha voglia di cambiare rimanendo sempre gli stessi?.

L’uomo è un essere strano e contorto.  Il detto la botte piena e la moglie ubriaca credo proprio sia stato inventato per l’essere umano in genere. Vogliamo cambiamenti, vogliamo essere felici e vogliamo tutto come meglio crediamo ma poi non si vuole cambiare il proprio di atteggiamento. L’essere umano in genere crede sempre di stare nel giusto. Crede di poter dire tutto di tutto proprio perché si sente nella parte giusta del fiume. Tutti, indistintamente, hanno  la presunzione innocente di credere che il percorso intrapreso non ha incrinature. Tutti, indistintamente, possono andare avanti con la testa alta perché non si è fatto mai niente di male. Anche in questo momento, proprio mentre scrivo, sto credendo di essere nel giusto e non metterò mai in discussione quello che sto scrivendo.

L’uomo ha bisogno di credere nel cambiamento perché non vuole mettere in discussione se stesso. E’ proprio per questo che ogni anno ci sono le stesse insoddisfazioni, le stesse frasi e gli stessi propositi. Il mondo non cambia a nostro piacimento e per farlo cambiare bisogna darsi da fare e agire. Agire sul proprio essere. Se tutti pensiamo che stiamo nel giusto e che la ragione è una caratteristica intrinseca a noi stessi, spiegatemi voi come le cose possono cambiare. Come è possibile che al mondo non c’è nessuno che dica che forse è l’ora di cambiare…ma non cambiare le cose intorno ma il proprio essere. In amore, nel lavoro, con gli amici, con le situazioni in genere non ci sarà nessun cambiamento se non ci cambia in prima persona. Chiediamo ma non facciamo niente per avere indietro di quello che abbiamo bisogno. Almeno provarci sarebbe importante per capire cosa si vuole. Se rimaniamo arroccati sulla nostra ragione allora che senso ha voler cambiare il mondo e le cose? Che importanza ha voler essere diversi se poi  l’essere diverso ci spaventa e soprattutto ci crea fatica che, a quanto pare, non vogliamo sopportare?