
Il destino comune di noi esseri viventi del regno vegetale è quello di vivere perennemente in un magazzino di qualche negozio o centro commerciale. A volte capita di essere scelti tra mille altri esemplari. Una sorta di fortuna che credi possa migliorare la tua condizione presente. Tutto questo non è proprio così. Io, bambù, con un nome impronunciabile, alla fine non ho migliorato proprio un bel niente. Anzi la mia condizione presente ha aggiunto in me la malinconia del magazzino provocata dalla solitudine. Lì, durante il giorno, scambiavo quattro chiacchiere con i miei simili; ora sono su un mobile dentro un vaso di quelli alla moda vicino ad un televisore che la sera mi assorda. Sono ormai due anni e nonostante tutto sono cresciuto e sono fiorito.
Gli esseri umani pensano a noi come qualcosa di secondario, una sorta di mondo invisibile. A volte si ricordano di noi e ci danno linfa per vivere. Molto spesso moriamo perché non alimentati e appassiamo pian piano. Solo a quel punto i nostri aguzzini si ricordano che forse dovevano annaffiarci e curarci di più.
Il mio padrone non fa differenza e molto spesso si dimentica della mia esistenza. Ho la fortuna di essere stato posizionato vicino ad un oggetto che viene usato: il televisore. Ma ultimamente anche lui non viene più acceso e quindi la mia fine è praticamente decisa.
Dalla mia posizione riesco a vedere di fronte a me un divano con un quadro sopra, una parte della cucina ed il tavolo dove il mio padrone mangia, da solo o in compagnia, dipende dalle serate. Molto spesso sono da solo e l’ambiente è animato solo la sera. E’ proprio in questo momento che mi diverto di più.
Il mio padrone è alquanto bizzarro. Non so definirlo ma quando è in casa fa delle cose che proprio non riesco a capire. La prima cosa che fa appena entrato è accendere la televisione e mettere un bel cd di musica. A quel punto la casa si trasforma in una piccola discoteca ed ogni movimento è scandito dal suo ritmo. Pulizie, lavoretti, cucinare, ogni piccolo passo è una coreografia. Io soffro perché la musica è talmente alta che proprio non riesco a sopportarla. Gira mezzo nudo in casa, in mutande, quando è solo. Una volta gli ho sentito dire al telefono che si sente libero in quel modo. A volte invita persone e quindi si diletta in cucina. Ormai ho capito la differenza tra cene con amici e cene particolari. In primo luogo le cene con gli amici prevedono da un minimo di 3 persone ad un massimo di 6, la casa è troppo piccola…Nelle cene particolari si è solamente in due. Inoltre con gli amici si fa casino, quelle in due il mio padrone si prepara e si veste anche bene. Poi con gli amici non si entra sul divano, troppo piccolo. Quando si è in due invece è troppo grande perché il mio padrone e l’ospite stanno sempre troppo ma troppo stretti. Inoltre in due si torna alla condizione di libertà: entrambi girano mezzi nudi e scompaiono dalla porta che credo porti nella stanza dove si dorme. In due anni di esistenza in questa casa ne ho viste di cose. Risate, pianti, liti furiose o semplicemente silenzio. Nel frattempo sono cresciuto anche grazie alla poca acqua che mi viene fornita. A volte penso che la mia vita è molto statica e anche noiosa, ma fino ad ora non sono ancora morto. Il mio padrone non mi ha ancora ucciso. Sarà fortuna o grazie alla posizione strategica, ma sono ancora qui. La mia sorte è stata migliore, credo, rispetto ad altri. Noi esseri del mondo vegetale stiamo in silenzio e non ci lamentiamo, ma viviamo anche noi come loro. Se potessi parlare chiederei dell’acqua sicuramente, ma probabilmente spiegherei al mio padrone che il fatto di essere solo delle piante non giustifica il fatto che le persone si dimenticano di noi……e chiederei di non stare più vivino al televisore.







