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	<title>Il fantastico mondo di.....Steppo</title>
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	<description>commento tutto quello che amo e che odio o che mi fa almeno pensare</description>
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		<title>Il fantastico mondo di.....Steppo</title>
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		<title>OCCHI VIVI</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 22:23:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Se guardo i tuoi occhi non vedo paura. Dritti e fissi sul mio. E’ da tanto tempo che non provo questa sensazione di osservazione. Fino ad ora i miei di occhi non hanno incontrato altri sguardi: sfuggono, si abbassano o fanno finta di non vedere. Sono sguardi non attenti, senza interesse..o forse troppo. Anche il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=247&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignnone" src="http://www.alexnovo.com/immagin_x_url/occhi_d_amare.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">Se guardo i tuoi occhi non vedo paura. Dritti e fissi sul mio. E’ da tanto tempo che non provo questa sensazione di osservazione. Fino ad ora i miei di occhi non hanno incontrato altri sguardi: sfuggono, si abbassano o fanno finta di non vedere. Sono sguardi non attenti, senza interesse..o forse troppo. Anche il troppo ha accezione del niente. Sono sguardi senza coraggio che hanno perso la voglia di prestare attenzione. Hanno perso il piacere di fermarsi e trasformare il semplice guardare in osservazione attenta.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi quella sera il mio sguardo, ormai sfiduciato e senza speranza, diventato ormai disattento per necessità, ha incontrato qualcosa che gli assomigliava: il tuo.</p>
<p style="text-align:justify;">Vivo, attento, che scruta. Una luce che avevo dimenticato quanto forte fosse. Per la prima volta, dopo tanto tempo, anche forse per mancanza di abitudine, i miei occhi hanno sofferto la potenza penetrante di questa bellissima luce. Si sono abbassati per istinto per la paura di essere accecati. Poi si sono abituati e hanno trovato la forza di guardare. Probabilmente l’irruenza del tuo sguardo ha acceso di nuovo anche i miei.</p>
<p style="text-align:justify;">Un sentimento strano mi ha pervaso, difficile da descrivere. Ho capito solo che qualcosa di diverso dal normale è accaduto. Quel normale che molto spesso non ci appartiene. Quel normale che definisco “comune” perché è una normalità che scorre per tutti ma della quale non possiamo far valere il nostro diritto di proprietà.</p>
<p style="text-align:justify;">Di colpo ho riconquistato curiosità e ho iniziato ad osservarti. Abbiamo parlato mentre facevi altro ma non hai mai smesso di irradiare la mia persona. Quando parlavi, non guardavi altrove, se non per svolgere il tuo compito..ma solo lo stretto necessario. Poi tornavi su di me e non hai mai smesso di accompagnare le tue e le mie parole con lo sguardo; come una guida luminosa che indica il percorso.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando sono andato via da casa tua non mi sentivo stanco. Ero contento e mi sono chiesto cosa facessi per alimentare il tuo sguardo. Cosa ti dava linfa per essere così acuto e attento a chi ti è intorno.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho avuto la presunzione di pensare che fossimo uguali. Che uno sguardo vivo, che da attenzioni si costruisce e si alimenta solo con il tempo e solo rimanendo se stessi. Si alimenta con le esperienze del passato, belle e brutte, senza dimenticarle. Sacrificandosi a volte ma senza lasciarsi andare. Andare avanti anche quando chi ti è intorno ti giudica sbagliato.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono sentito sollevato e soprattutto fortunato. La fortuna di chi ha goduto della tua luce…Grazie!</p>
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		<title>IN PERENNE RINCORSA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[l'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[la donna]]></category>
		<category><![CDATA[rincorrere qualcosa]]></category>
		<category><![CDATA[rincorrere qualcuno]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci sono varie teorie per quanto riguarda l’uomo e la donna. Alcune che dicono che siamo su questo mondo per riprodurci e portare avanti la specie. Altre che professano l’indipendenza e il voler realizzarsi in tutti i campi anche individualmente. Altre ancora che sono più complesse e delle quali è difficile capire il significato. Ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=244&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;">Ci sono varie teorie per quanto riguarda l’uomo e la donna. Alcune che dicono che siamo su questo mondo per riprodurci e portare avanti la specie. Altre che professano l’indipendenza e il voler realizzarsi in tutti i campi anche individualmente. Altre ancora che sono più complesse e delle quali è difficile capire il significato. Ci organizziamo in gruppi. Religiosi, alternativi, porno, bigotti. Tutti a cercare ragioni e soluzioni. Tutti pronti ad avere la verità sul nostro mondo.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutte cazzate! L’unica attività che l’essere umano svolge per l’intero arco della sua vita è quello di rincorrere qualcosa o qualcuno. Facciamo solo quello. Vogliamo quello che non possiamo avere e siccome questa attività la facciamo tutti insieme, il nostro mondo è popolato da miliardi di persone che sono in perenne rincorsa verso il proprio obiettivo.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando fanno vedere la terra dall’universo, ripresa dai satelliti, secondo me le immagini vengono ritoccate. Non è vero che si vede la parte terrestre ed il mare. Chi ci spia dall’alto vedrà, e ne sono quasi certo, minuscoli puntini neri che si muovono freneticamente alla ricerca e conquista di quello che desidera.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo frenetici, siamo possessivi su chi non possiamo avere. Corriamo fino a quando il fiato ci sorregge per arrivare alla meta. I nostri pensieri, per il 90 % della giornata sono per escogitare piani, escamotage.  Cerchiamo in tutti i modi di vincere e di poter realizzare il nostro sogno. Siamo dei piccoli detective che spiano. La nostra giornata è piena in questo modo. E arriviamo distrutti e affranti perché chi rincorriamo molto spesso rincorre a sua volta. File interminabili di persone che seguono qualcuno. Io rincorro te, tu rincorri lui che rincorre lei che rincorre qualcosa che rincorre lui che rincorre loro che rincorre me che rincorre mio cugino che rincorre il suo sogno che rincorre l’altro che poi rincorre non si sa cosa. Una catena di quelle interminabili. Una catena che crea un odore di sudore talmente forte da nauseare. Ci sentiamo a fine giornata stanchi e per cosa…..niente! Ma niente! Non molliamo e come noi anche gli altri. E quindi il giorno dopo si ricomincia….Io rincorro te, tu rincorri lei che rincorre l’altro che rincorre loro…ecc. ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi ogni tanto vedi, sempre dall’alto e sempre con il satellite, qualche puntino che si ferma. Non si muove più. Stanco di rincorrere qualcuno  si siede e si gode lo spettacolo di fronte a lui.  Si tira  fuori dalla catena e si rilassa. Per alcuni momenti, quelli iniziali, si sente quasi inutile del suo far niente, ma poi pensa e si rende conto che può anche invertire il suo senso di marcia. Va contro alla massa che rincorre e per la prima volta vede anche i volti degli altri che sono dietro di lui e che lo rincorrevano. A quel punto succede qualcosa di magico. Davanti a lui si ferma chi lo rincorreva, con l’affanno e senza respiro, ma con un sorriso gigante. Sudato e piegato dalla fatica si ferma anche lui e succede che il puntino solitario che si era fermato ne fa fermare un altro. Ovviamente chi rincorreva il secondo puntino rimane male di questa cosa ma siccome non ha conquistato la sua meta, accelera la sua rincorsa e passa oltre in un vortice senza fine. I due puntini fermi iniziano a parlare per la prima volta e la loro marcia rallenta. A volte rincorrere non ti fa percepire molto di cosa e chi hai intorno; questo hanno capito i due puntini neri……</p>
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		<title>ISTINTO E RAZIONALITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<category><![CDATA[razionalità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Probabilmente in questo momento non sto molto capendo come sono fatto. A volte la razionalità che mi contraddistingue mi abbandona e mi lascia libero di agire. Ci sono stati dei momenti in cui mi sentivo prigioniero della mia razionalità. Sempre la cosa giusta da fare, sempre sapere cosa dire e sempre sapere come agire.  La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=242&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://www.exxoteric.com/MP3s/melyssa/AI17.jpg" alt="" width="500" height="364" /></p>
<p style="text-align:justify;">Probabilmente in questo momento non sto molto capendo come sono fatto. A volte la razionalità che mi contraddistingue mi abbandona e mi lascia libero di agire. Ci sono stati dei momenti in cui mi sentivo prigioniero della mia razionalità. Sempre la cosa giusta da fare, sempre sapere cosa dire e sempre sapere come agire.  La certezza che ogni passo non fosse sbagliato e non mi avrebbe fatto cadere. Mi sentivo sicuro in questa mia razionalità. Protetto e forte. Da un po’ di tempo la mia migliore amica: appunto la razionalità ha deciso di non farsi più vedere, di sparire. In un certo senso ha deciso di abbandonarmi, forse stufa anche lei di me stesso. Probabilmente ho causato in lei una sorta di rigetto che l’ha fatta scappare. In fondo non è che con me avesse molte soddisfazioni lavorative. Era troppo facile il suo lavoro con me. Lei diceva io facevo. Lei dettava io agivo. Si, sono sicuro è andata via perché cerca altri stimoli. Altre aspirazioni e un lavoro non così semplice.</p>
<p style="text-align:justify;">A volte mi manca. Anzi spesso. Non ho più la mia consigliera preferita. Non so più come agire. Mi sento perso a volte. Come è possibile, mi chiedo, che all’improvviso, non so più trovare le soluzioni a  quello che mi succede? E’ possibile che abbia dimenticato  le norme del buon comportamento, almeno per me?</p>
<p style="text-align:justify;">Razionalità dove sei? Se ci penso è moltissimo che non ti sento. Sei sparita sotto i colpi degli avvenimenti. Sei fuggita lasciandomi nelle situazioni più disparate. Ti ho cercato ma non ti sei palesata. Mi hai anche fatto arrabbiare perché non si può abbandonare qualcuno in questo modo senza lasciare una spiegazione. Ho provato a vedere se hai lasciato un messaggio da qualche parte…Telefono, sms, persino su Facebook…Ho pensato che siccome l’intero mondo è iscritto forse avrei potuto trovarti lì. Niente sei sparita.</p>
<p style="text-align:justify;">Ti ringrazio solo per avermi fatto anche crescere con questa tua decisione. Hai lasciato che io agissi in autonomia sbattendo la testa su cose e persone che forse con te avrei evitato. Si molto probabilmente mi sarei fatto molto meno male con te….ma ho anche assaporato la sconfitta. Ho assaporato l’istinto. Compagno traditore che ti illude ma che è bello. L’istinto che ti ammalia perché ti fa sentire libero e vivo ma che molto spesso ti gira le spalle lasciandoti in mutande. L’istinto che trama per averti e che quando ti ottiene non esita a tagliare i fili che ti lega a lui. Mi sono innamorato dell’istinto e l’ho cercato e seguito….Forse lo seguo sempre, anche adesso. E’ forte e contro di lui non puoi vincere. Solo tu per anni lo hai tenuto lontano da me e mi hai protetto…Tu sei più forte di lui ma la tua protezione a volte fa anche più male. Ed ora che te ne sei andata sento che il tuo abbandono è ancora più subdolo. Mi hai lasciato a combattere contro l’istinto che sa come ammaliarmi. Un combattimento sensuale, erotico che non ti fa scappare. Sono consapevole che non posso fare niente contro di lui e che solo il tuo ritorno mi può aiutare…..Ma ora che sei andata via e non so quando torni, se torni, ti chiedo di rimanere ancora un po’ dove ti trovi. L’istinto non ti nasconde e nonostante le mazzate che ti infligge alla fine ti fa capire. Torna quando ho bisogno di distaccarmi un po’ dall’istinto ma non eliminarlo dalla mia vita. Rimanete tutti e due con me e insieme faremo grandi cose!</p>
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		<title>OLTRE L&#8217;ORIZZONTE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 12:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Molto spesso durante il tuo percorso decidi di non voltarti più e di guardare sempre e solo avanti. Il tuo sguardo dritto e fiero, forse anche ferito, non viene distolto da nessuna perturbazione. Ti rendi conto che sta succedendo qualcosa intorno a te ma non hai minimamente voglia di guardare, affrontare e riflettere su tutto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=240&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://byfiles.storage.msn.com/y1p8C2de2RZ-HnBYvpkJP9C9l6y00kMiAK7MeR4XhQp2ROhktBhG0H5ZSxE5cXI2Cbn" alt="" width="385" height="600" /></p>
<p style="text-align:justify;">Molto spesso durante il tuo percorso decidi di non voltarti più e di guardare sempre e solo avanti. Il tuo sguardo dritto e fiero, forse anche ferito, non viene distolto da nessuna perturbazione. Ti rendi conto che sta succedendo qualcosa intorno a te ma non hai minimamente voglia di guardare, affrontare e riflettere su tutto ciò. L’unica cosa che ti interessa è quello che c’è di fronte. Quello di cui hai voglia è solo l’orizzonte che a volte non è neanche molto delineato. Ti piace anche perché lo disegni con il tuo sguardo fermo ogni giorno che passa. All’inizio ti sembra di sbagliare, ti sembra che forse non è poi così giusto avere un’unica visione. Ma hai già provato a guardare intorno a te e non hai trovato molto. Ti sei reso conto che mentre tu guardavi intorno, ammirando le bellezze delle cose e delle persone che ti erano vicino, proprio gli altri avevano deciso di guardarsi solo avanti. Ti sei trovato a gridare , parlare, fare il buffone e piangere per distogliere il loro sguardo dal loro futuro fatto solo per loro, ma ti sei poi alla fine solo stancato e demoralizzato. Alcuni di essi hanno provato a guardare quello che succedeva intorno a loro, hai provato a parlargli e a coinvolgerti, ma nel momento in cui tu hai creduto di avercela fatta, hanno ripreso a camminare da soli con il loro stesso e fiero sguardo. Ci sei rimasto male, non hai capito, ma hai riprovato e riprovato ad assaporare tutto quello che avevi intorno. Altre facce si sono voltate verso di te, giusto il tempo di farti capire che forse sbagliavi, il tempo di disilluderti e alla fine hai capito. Hai capito che è bello guardarsi intorno e sorridere a quello che succede ma molto spesso è faticoso. E’ in qualche modo incomprensibile perché ci sono delle cose che vorresti vivere più intensamente ma che non ti danno la possibilità. Alla fine sei costretto anche te a percorrere un percorso indipendente che ti costruisci per non cascare. E succede che ti alzi da terra e punti il tuo sguardo dritto a te. Fiero, alto. Ti prometti che non sarà come ieri e che non ti guarderai più intorno. Tutto quello che conta è il tuo percorso, anche così distorto ma tuo. Non c’è spazio per altro. Non c’è spazio per accettare anche le diversità che ti arricchiscono. C’è spazio e tempo solo per piccole occhiate ma che non ti servono poi a niente. La paura di uscire dai binari ormai presi è talmente tanta che il coraggio non è più una parola nel tuo vocabolario. Ti accorgi che sei diventato anche te come loro, un individuo che per non cadere di nuovo ha perso la voglia di guardare oltre il proprio orizzonte. Ecco cosa sei diventato&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>CAMBIAMENTO&#8230;..MA SI VUOLE CAMBIARE?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 11:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
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Alla fine si arriva sempre al punto di essere stanchi. Stanchi di quello che si ha intorno. Delle persone che ti parlano e dicono sempre le stesse cose. Stanchi dei movimenti sempre tutti uguali. Delle abitudini ripetitive e piene di prevedibilità. Alla fine si arriva al punto in cui ci chiediamo che qualcosa deve cambiare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=238&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Alla fine si arriva sempre al punto di essere stanchi. Stanchi di quello che si ha intorno. Delle persone che ti parlano e dicono sempre le stesse cose. Stanchi dei movimenti sempre tutti uguali. Delle abitudini ripetitive e piene di prevedibilità. Alla fine si arriva al punto in cui ci chiediamo che qualcosa deve cambiare perché siamo stufi. Si organizza il nuovo anno, i nuovi propositi e quello che si desidera cambiare. Alla fine si arriva sempre al punto in cui ci diciamo che questo è l’anno giusto e che è ora di cambiare pagina. E’ un pensiero ricorrente e ci mette ottimismo, sempre. Ogni volta siamo pervasi dal sentimento del rinnovo. Un turbinio di eccitazione che ci porta a cambiare il presente e ci fa costruire un futuro. Ci fa pensare al passato e ci trasporta nel futuro migliore, pieno di soddisfazione, di felicità e di bellissimi progetti. Tutti a questo mondo provano questo e tutti ogni inizio anno, calendariale o solare che sia, hanno intenzione di cambiare qualcosa. Tutti a questo mondo, nessuno escluso, hanno sempre qualcosa da cambiare e sono poco soddisfatti di alcuni aspetti della loro vita. Senti in giro sempre la stessa frase: “Beh quest’anno non mi posso lamentare, è andata bene”. Allora perché poi quando arriva settembre o dicembre abbiamo sempre qualcosa da cambiare? Chiediamo qualcosa per migliorare la situazione o addirittura per cambiare rotta? Perché il nostro pensiero è quello di dover per forza cercare altrove la felicità o la pace con se stessi? Perché non analizziamo mai quello che abbiamo nel presente, anzi a volte lo ignoriamo o ne  abbiamo paura? E soprattutto perché questi cambiamenti non implicano mai un cambio di atteggiamento in noi stessi ma la maggior parte delle volte si ha voglia di cambiare rimanendo sempre gli stessi?.</p>
<p>L’uomo è un essere strano e contorto.  Il detto la botte piena e la moglie ubriaca credo proprio sia stato inventato per l’essere umano in genere. Vogliamo cambiamenti, vogliamo essere felici e vogliamo tutto come meglio crediamo ma poi non si vuole cambiare il proprio di atteggiamento. L’essere umano in genere crede sempre di stare nel giusto. Crede di poter dire tutto di tutto proprio perché si sente nella parte giusta del fiume. Tutti, indistintamente, hanno  la presunzione innocente di credere che il percorso intrapreso non ha incrinature. Tutti, indistintamente, possono andare avanti con la testa alta perché non si è fatto mai niente di male. Anche in questo momento, proprio mentre scrivo, sto credendo di essere nel giusto e non metterò mai in discussione quello che sto scrivendo.</p>
<p>L’uomo ha bisogno di credere nel cambiamento perché non vuole mettere in discussione se stesso. E’ proprio per questo che ogni anno ci sono le stesse insoddisfazioni, le stesse frasi e gli stessi propositi. Il mondo non cambia a nostro piacimento e per farlo cambiare bisogna darsi da fare e agire. Agire sul proprio essere. Se tutti pensiamo che stiamo nel giusto e che la ragione è una caratteristica intrinseca a noi stessi, spiegatemi voi come le cose possono cambiare. Come è possibile che al mondo non c’è nessuno che dica che forse è l’ora di cambiare…ma non cambiare le cose intorno ma il proprio essere. In amore, nel lavoro, con gli amici, con le situazioni in genere non ci sarà nessun cambiamento se non ci cambia in prima persona. Chiediamo ma non facciamo niente per avere indietro di quello che abbiamo bisogno. Almeno provarci sarebbe importante per capire cosa si vuole. Se rimaniamo arroccati sulla nostra ragione allora che senso ha voler cambiare il mondo e le cose? Che importanza ha voler essere diversi se poi  l’essere diverso ci spaventa e soprattutto ci crea fatica che, a quanto pare, non vogliamo sopportare?</p>
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		<title>LA NOTTE</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 22:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
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La notte ti avvolge nelle sue braccia e decide lei quello che vuole fare con te. A mille volti tutti nello stesso momento. La notte cala e ognuno la interpreta a modo suo. La notte è bella per gli amanti e per chi si vuole bene. I loro abbracci e la loro passione esce fuori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=236&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://img143.imageshack.us/img143/2194/notte1aviy1.gif" alt="" width="458" height="458" /></p>
<p style="text-align:justify;">La notte ti avvolge nelle sue braccia e decide lei quello che vuole fare con te. A mille volti tutti nello stesso momento. La notte cala e ognuno la interpreta a modo suo. La notte è bella per gli amanti e per chi si vuole bene. I loro abbracci e la loro passione esce fuori senza indugi. La notte è paurosa per i bambini che si sentono avvolti dai mille fantasiosi mostri che la loro mentre crea. Li senti piangere o far finta di dormire mentre il terrore li pervade. La notte è un’altra notte per chi ci lavora. Non ha emozioni forti ormai chi lavora di notte, ormai è abituato a tutto ed è rassegnato al buio. La notte è triste per chi è costretta in strada al freddo e al caldo. Era piena di speranza una volta, nel proprio paese e anche di divertimento quando si usciva con le amiche. Ora è solo triste perché la speranza è stata affidata a mani sbagliate. La notte è piena di ricordi per chi dorme in una stazione, e questi ricordi se li porta con sé, in un carrello della spesa o in uno zaino tutto bucato e sporco.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte è insonne per chi non riesce a dormire e ha la testa che frulla di pensieri. Pensieri positivi e pensieri negativi. Stanchezza mentale perché non si spegne mai…e la notte non riesce a placare la necessità del pensare.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte è senza fiato per chi è vicino a chi sta per morire e senza fiato per chi è vicino al nuovo arrivato nel nostro mondo. La notte è senza fiato perché la vita scorre e nessuno la può fermare.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte è malinconica per chi scrive di notte. Malinconica solo la notte perché si è soli nel silenzio del buio e soli sentendo il ticchettio dei tasti del computer. Un orologio che scandisce i minuti e la leggera luce di una piccola lampada.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte brucia di calore l’estate e spezza i denti d’inverno.  La notte è più lunga d’inverno ma più coccolona, d’estate è più corta ma poco romantica.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte è stellata quando riesci a fermarti un momento a pensare ed è poi solo notte quando invece non riesci proprio a rilassarti un minuto. La notte è sogno per moltissime persone che la mattina riescono a ricordare e raccontare, ma è incubo per chi non lo riesce proprio mai a fare. La notte è alternata: quando in un posto è notte nell’altro è giorno e così via. La notte è balorda per chi riceve visite inaspettate e si ritrova con una casa sfasciata e senza oggetti in casa. La notte è bella per i gatti che vanno in giro tra i cassonetti per cercare qualcosa da mangiare e la notte è una notte di guardia per i cani nei giardini che dormendo controllano. La notte è giovane per i ragazzi che  si sentono forti e invincibili. La notte è trasgressiva e si può fare di tutto. La notte è sempre uguale per le mamme e per i papà. La notte diventa di nuovo giovane per chi è stato sposato ed ha fallito il proprio progetto; la notte in questo caso è ancora più triste e ritorna giovane. La notte è riposo per chi va a lavorare prestissimo la mattina; per lui non esiste nessun’altra sfumatura.</p>
<p style="text-align:justify;">La notte non sarà mai la stessa durante la nostra vita e cambia con noi.</p>
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		<title>QUELLA SERA&#8230;..</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 21:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[cielo stellato]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>

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Enrico quella sera guardava le stelle. Sempre le stesse e sempre nella stessa posizione. Da piccolo credeva che servissero per illuminare la notte e qualcuno gli aveva spiegato che disegnavano delle costellazioni che avevano un significato particolare.
Enrico, da piccolo, si divertiva ad unire le stelle e disegnare quello che più gli piaceva. Non gli interessava [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=232&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://www.enzodifrennablog.it/public/cielo%20stellato.jpg" alt="" width="650" height="419" /></p>
<p style="text-align:justify;">Enrico quella sera guardava le stelle. Sempre le stesse e sempre nella stessa posizione. Da piccolo credeva che servissero per illuminare la notte e qualcuno gli aveva spiegato che disegnavano delle costellazioni che avevano un significato particolare.</p>
<p style="text-align:justify;">Enrico, da piccolo, si divertiva ad unire le stelle e disegnare quello che più gli piaceva. Non gli interessava molto se c’era un carro o un’orsa. Ogni sera, guardando in alto, disegnava e sognava come meglio credeva.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella sera si trovava a guardare di nuovo le stelle e di colpo si è ricordato che poteva continuare a disegnare. Era strana quella sera. Niente vento ed il buio del giardino schiariva, come per magia, il cielo sopra di lui. Erano belle le stelle, e sembrava che lo stessero osservando. Non era lui che le ammirava, ma le stelle erano lì in ordine sparso a guardarlo dall’alto. Si chiedeva, Enrico, se tra loro le stelle si parlassero. Se ridessero di lui. Se anche loro sapessero della sua vita e di cosa aveva combinato fino ad allora. Si chiedeva se le stelle fossero cresciute con lui e se qualcuna di esse fosse morta e caduta a terra. Se le stelle fossero angeli che una volta avevano abitato la terra ed erano lì per aiutare chi ancora la abitava.</p>
<p style="text-align:justify;">Molte volte, pensava Enrico, si era soffermato a guardare il cielo e le stelle, ma quella sera era da solo con loro e in un certo senso si sentiva osservato da loro. Si sentiva come se fossero lì per ascoltarlo e si sentiva protetto da quel cielo pitturato di nero e lucente allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align:justify;">Quella sera Enrico si è confessato alle stelle e ha imparato a disegnare la sua vita nel cielo. Ha parlato per ore  e loro erano ferme  ad ascoltarlo. Ogni tanto qualcuna di esse sembrava che luccicasse di più ed Enrico interpretava quel luccichio come un segno. Un modo di comunicare che non era negativo. Enrico, quella sera, pensava che le stelle non potevano essere negative e se luccicavano con più intensità era solo per fargli capire che loro c’erano e per dargli forza.</p>
<p style="text-align:justify;">Enrico non si era mai sentito così vicino al cielo come quella sera. A volte si cerca il cielo in posti sbagliati. Si fa di tutto per spiccare il volo e arrivare chissà dove. Enrico quella sera aveva imparato che quando si vuole raggiungere il cielo, bastava guardare in alto.</p>
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		<title>LA SCATOLA DEL PUZZLE</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 23:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
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La vita è come una scatola di Puzzle. Qualcuno diceva che è come una scatola di cioccolatini. Io, invece, credo sia più appropriato credere che la vita sia come una scatola di Puzzle. All’inizio i piccoli pezzetti che lo compongono sono tutti mischiati. Uno sopra l’altro e poi ancora rigirati rispetto alla figura da disegnare. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=230&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://marcokiller.altervista.org/media/SP%20-%20Puzzle.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p style="text-align:justify;">La vita è come una scatola di Puzzle. Qualcuno diceva che è come una scatola di cioccolatini. Io, invece, credo sia più appropriato credere che la vita sia come una scatola di Puzzle. All’inizio i piccoli pezzetti che lo compongono sono tutti mischiati. Uno sopra l’altro e poi ancora rigirati rispetto alla figura da disegnare. La vita in un certo senso è proprio così: una mescolanza di tanti pezzetti da ordinare per creare una figura coerente e bella. Si inizia dal bordo e poi si va avanti; con cautela, pazienza e tenacia. L’investigazione è la prima arma che bisogna avere per concludere il lavoro, ma soprattutto bisogna essere fiduciosi e pieni di voglia di concludere al meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">La vita è così. Ti fa sbraitare e ti fa fare molti sacrifici. I risultati sembrano mai vedersi e ci si scoraggia facilmente. Non ti regala molto, la vita. Quello che fai alla fine ti ritorna. Non puoi barare con lei perché bareresti con te. Il Puzzle è un gioco snervante ma anche divertente. E così è anche la vita. Ti mette di fronte a varie prove che all’inizio sembrano complicate ma che poi quando vengono superate ti fanno sorridere. In fondo la vita ti fa sorridere molto spesso e anche quando pensi a quello che hai passato per arrivare ad un obiettivo, alla fine sorridi e ti dici che se lo sapevi prima, forse non ti saresti così preoccupato.</p>
<p style="text-align:justify;">Il puzzle ha diverse misure. C’è quello da 10 pezzi, da 100, da 1000 e persino da 10.000. Anche nella vita ci sono persone che hanno difficoltà diverse. Da 10, da 100, da 1000 e da 10.000. L’unica cosa che li accomuna è quello di organizzare il lavoro e mettere i pezzetti al posto giusto. A volte chi ha il compito più facile fallisce e chi invece ha da fare il triplo arriva all’ obiettivo. E’ proprio questo il bello della vita: non c’è niente di scontato. Non esistono situazioni di causa ed effetto. Tutto può succedere. Non è il compito che discrimina il risultato, ma è chi lo svolge.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando si arriva a mettere l’ultimo pezzo in un puzzle sembra quasi di aver fatto qualcosa di importante e vedere la figura formata è una grande soddisfazione. La vita ti offre di creare diversi disegni e figure. I pezzetti che compongono la vita sono mutevoli e hai la possibilità di creare quello che vuoi o che ti fa stare meglio. Non è rigida come un puzzle, ma la rigidità in alcuni suoi aspetti diventa determinante per raffigurare qualcosa. Solo la risolutezza ti può far vincere con lei e ti da la possibilità di godere dei suoi frutti. La vita è bella ma si fa rispettare e quindi per godere di lei devi combattere con determinazione. La vita è una scatola di puzzle perché alla fine puoi incorniciare quello che hai costruito e farlo ammirare agli altri. A volte mi sembra che la vita ha miliardi di pezzetti da sistemare ma ormai ci sono e ho iniziato a mettere a posto i piccoli frammenti che la compongono. A volte sorrido, e a volte mi dispero. A volte sono stanco e a volte più determinato e forte. La maggior parte delle volte però mi diverto sempre.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>L&#8217;UOMO CHE AMAVA LE ILLUSIONI</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 09:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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Questa è la storia di un uomo che amava le illusioni. Sul suo corpo lividi e cicatrici. Le illusioni le aveva provocate. Non riusciva proprio a non farsi ferire da quello che costruiva nella sua mente. Le illusioni lo aiutavano a volare e ogni volta per lui era aria fresca. Salire in alto e sperare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=227&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://fc01.deviantart.com/images3/i/2004/131/5/3/falling_dream.jpg" alt="" width="1000" height="1005" /></p>
<p style="text-align:justify;">Questa è la storia di un uomo che amava le illusioni. Sul suo corpo lividi e cicatrici. Le illusioni le aveva provocate. Non riusciva proprio a non farsi ferire da quello che costruiva nella sua mente. Le illusioni lo aiutavano a volare e ogni volta per lui era aria fresca. Salire in alto e sperare e sognare che quel qualcosa di speciale potesse farlo volare per sempre. Puntualmente si trovava a cadere rovinosamente al suolo e nonostante il dolore e nonostante la delusione ottenuta, cercava ancora di illudersi di nuovo.</p>
<p style="text-align:justify;">Il suo percorso era sempre lo stesso. Dal suolo al cielo e dal cielo al suolo, un percorso sempre lo stesso e sempre con la stessa intensità. L’uomo aveva sempre lo stesso sorriso e non spariva nemmeno con il dolore sul corpo. Diceva che quando si arriva in alto e si spera di avere trovato quello che si cerca è una sensazione indescrivibile e non è importante quello che succede, ogni minimo dettaglio e particolare deve essere vissuto. Il più delle volte l’illusione durava pochissimo e si trovava a precipitare frequentemente. Non aveva la voglia di fermarsi, l’uomo. Non aveva voglia di pensare che forse era meglio camminare che volare. Lui voleva salire, voleva credere e voleva volare. Non gli importava cosa pensasse la gente e cosa potesse dire. A lui interessava spiccare il volo verso l’alto e starci il più possibile. Il volo che ti fa credere di essere forte e potente, che ti da la sensazione di essere invincibile e di poter toccare il cielo con quel famoso dito. L’uomo si illudeva puntualmente di questo. Aveva, fino ad allora, solo sfiorato questo cielo. Gli mancava ogni volta un’ultima spinta per arrivare a destinazione. Quando precipitava la delusione era cocente e prometteva a se stesso che forse era giunta l’ora di non decollare più. Di valutare cosa e chi aveva di fronte e casomai decollare. Niente non ci riusciva. L’uomo viveva seguendo le sensazioni e i sentimenti e non riusciva proprio a essere razionale. Appena sentiva qualcosa di importante per lui, partiva e decollava. Si chiedeva cosa c’era di sbagliato in tutto questo e perché doveva aspettare. Si chiedeva perché soffocare un sentimento e si chiedeva più di ogni altra cosa perché le cose semplici alla fine devono essere così complicate e dolorose. L’uomo è precipitato di nuovo e si è fatto veramente male. Non lo credeva e non si è reso conto. Ha solo sperato che un’illusione  si concretizzasse e lo tenesse a galla in volo perenne. L’uomo ora è a terra e pensa di rimanere così, sdraiato con tutti gli acciacchi sul suo corpo aspettando che spariscano. L’uomo si rialza e inizia a zoppicare. Va in cerca di un’altra illusione e questo gli fa comparire un lieve sorriso sul suo volto.</p>
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		<title>COGLI L&#8217;ATTIMO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 17:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>steppo1977</dc:creator>
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Penso che quando ti capita qualcosa di importante, devi cercare di non perderla. La chimica, gli odori, l’elettricità che si crea in questi momenti sono rari e catturarli tenendoli a te è la conseguenza logica di uno stato fisico e mentale che ti fa stare bene.
Stare fermi ed immobili in questi momenti è l’errore più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=steppo1977.wordpress.com&blog=1124178&post=225&subd=steppo1977&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="aligncenter" src="http://www.forborn.it/pensieri/48.jpg" alt="" width="800" height="600" /></p>
<p style="text-align:justify;">Penso che quando ti capita qualcosa di importante, devi cercare di non perderla. La chimica, gli odori, l’elettricità che si crea in questi momenti sono rari e catturarli tenendoli a te è la conseguenza logica di uno stato fisico e mentale che ti fa stare bene.</p>
<p style="text-align:justify;">Stare fermi ed immobili in questi momenti è l’errore più grosso e frequente che si possa fare.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualcuno disse una volta: “Cogli l’attimo”. Frase più giusta in questo momento non c’è. Non è una questione di fretta o di essere precipitosi. La questione è non far passare la magia dei momenti.</p>
<p style="text-align:justify;">La bellezza del respiro nei polmoni, così pulito e così naturale che sembra di non respirare più sulla terra, è a volte disarmante, quasi stordimento.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi momenti sono caratterizzati dall’ inaspettato. Ti capitano quando meno te lo aspetti. Come si può controllare un fenomeno naturale, carico di energia? Come puoi essere più forte e determinato di una cosa che è dentro di te? Come puoi essere più forte di te? Questo sei te!</p>
<p style="text-align:justify;">E’ un fenomeno che ti fa arrabbiare e che destabilizza. Fino a pochi attimi prima, avevi il controllo su di te. I tuoi progetti, i tuoi percorsi ed i tuoi minuti tutti così organizzati. Ora l’algoritmo che avevi impostato si è arricchito di una variabile sconosciuta che ha falsato il risultato finale.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ti senti male per questo ma ti scoccia perdere un po’ di controllo. Ti senti bene, o per lo meno meglio, ma fai fatica ad ammetterlo. Rivuoi indietro te stesso al cento per cento, ma c’è qualcosa di nuovo che te lo impedisce dolcemente.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualcuno mi ha detto che se durante il giorno pensi a questo qualcosa che ti ha cambiato le giornate, allora significa che forse qualcosa è successo veramente. Se sorridi e nel pensare sei leggero e felice devi soccombere e vivere. Devi lasciarti andare alla forza dell’energia e godere di essa. Devi afferrarla con tutte le tue forze e farti trascinare fino a dove può farlo. Devi affrontare questo qualcosa con naturalezza senza combattere per far vincere l’egoismo. Lo sai benissimo che perdi.</p>
<p style="text-align:justify;">“CARPE DIEM”  a tutti</p>
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